26 Marzo 2026

Salute: il divario digitale pesa su screening e prevenzione

L'indice nazionale di accessibilità si ferma a 46 su 100, con forti squilibri regionali. È la fotografia scattata dal Barometro del Patient Engagement 2025. I dettagli

Di NS
Foto di Vitaly Gariev
Foto di Vitaly Gariev

Cresce il coinvolgimento dei pazienti nelle decisioni cliniche, ma ancora pesa il divario digitale. Un gap che si fa sentire soprattutto sul fronte degli screening e della prevenzione. A evidenziarlo è il Barometro del Patient Engagement 2025. L'indagine, condotta su oltre 4.200 rispondenti e presentata all'Asl Roma 1, fotografa appunto lo stato del coinvolgimento attivo dei cittadini nel Servizio sanitario nazionale.

 

PREVENZIONE FERMA AL 71% TRA I 'FRAGILI DIGITALI'
Il Barometro introduce quest'anno l'Indice di accessibilità digitale per la salute (Iads), che misura la capacità dei cittadini di orientarsi e interagire con i servizi sanitari attraverso strumenti digitali e quella delle strutture di contattare e coinvolgerli online. Il punteggio medio nazionale si ferma a 46 su 100, con forti diseguaglianze interne: Marche, Trentino-Alto Adige e Abruzzo le aree dove i cittadini padroneggiano meglio i servizi web, mentre Friuli-Venezia Giulia, Molise e Campania registrano i tassi più bassi. Il dato più significativo riguarda la prevenzione: l’adesione agli screening scende al 71% tra chi ha scarso accesso digitale, contro l’89% di chi usa con facilità portali e servizi online.

UNA PERSONA SU QUATTRO NON HA RICEVUTO INVITI A PROGRAMMI DI SCREENING
A questo si aggiunge un peggioramento nel contatto attivo da parte del sistema: nel 2025 una persona su quattro dichiara di non aver ricevuto alcun invito a programmi di screening, contro il 20% del 2024. L'indice digitale tende, inoltre, a diminuire con l'età, configurando, come sottolinea Monica Paciotti, dirigente Professioni sanitarie presso l'Azienda Usl di Bologna e rappresentante Fnopi nel board scientifico del Barometro, "un nuovo determinante di salute che non può essere considerato un dettaglio tecnico". In questo quadro, la prossimità territoriale assume un ruolo strategico. "La farmacia interviene come un traduttore di complessità, capace di semplificare le procedure burocratiche e di impedire che l'innovazione tecnologica si traduca in una barriera d'accesso», dichiara Marco Cossolo, presidente Federfarma. "Essere porta d'accesso significa assicurare che la salute non sia un privilegio condizionato dalla geografia, ma un diritto esigibile a pochi passi da casa".

 

RABBIA O FRUSTRAZIONE PER 1 PAZIENTE SU 4 DOPO UNA VISITA
Altro aspetto sondato dall'indagine è quello della qualità percepita. Su questo fronte, i dati evidenziano un nesso diretto tra coinvolgimento clinico ed emozioni vissute dal paziente. Circa un paziente su quattro prova frustrazione o rabbia al rientro da un'esperienza di cura. Tra chi non si sente coinvolto nelle decisioni sanitarie, la serenità riguarda appena il 12% dei casi; tra chi si sente sempre coinvolto, sale al 70%. Ogni aumento di livello nel coinvolgimento clinico riduce del 46% la probabilità di vivere un'esperienza emotiva negativa. "Il farmaco più usato in medicina è il medico stesso - afferma Gaetano Piccinocchi, tesoriere nazionale Simg e componente del board scientifico del Barometro -. Senza una reale partecipazione del paziente, anche il migliore dei medici di famiglia non può che fare un intervento parziale".

 

3 CITTADINI SU 4 TAGLIATI FUORI DALLA VALUTAZIONE DEI SERVZI
Il coinvolgimento organizzativo, ovvero la partecipazione dei cittadini alla valutazione e al miglioramento dei servizi, resta invece il punto più critico: 3 persone su 4 non vengono mai coinvolte in questionari sulla qualità o in processi di governance sanitaria. "Migliorare la sanità oggi significa passare dal 'fare per il paziente' al 'fare con il paziente'", dichiara Giuseppe Quintavalle, direttore generale Asl Roma 1 e presidente Fiaso. "Il coinvolgimento non è più un'opzione accessoria, ma il cuore pulsante del cambiamento".


IL COSTO DELLA MANCATA ADERENZA
I dati del Barometro si inseriscono in un contesto economico già documentato a livello internazionale: secondo l'Ocse, la mancata aderenza ai trattamenti causa ogni anno in Europa circa 200.000 decessi prematuri e 125 miliardi di euro di costi in eccesso. In Italia, secondo Aida, la sola non-aderenza farmacologica pesa sul Ssn per circa 2 miliardi di euro l'anno. 

 

Scheda dati regionali Barometro Patient Engagement 2025

 

 

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