14 Aprile 2026

Ictus, il 75% dei pazienti sopravvive con esiti invalidanti

La spasticità tra le complicanze più frequenti. Gli esperti: "Il problema è che compare dopo e viene spesso non diagnosticata e trattata in modo appropriato"

Di NS
foto di Dmitriy Gutarev
foto di Dmitriy Gutarev

Ogni anno si registrano circa 120mila nuovi casi di ictus, il 75% dei pazienti sopravvive con esiti invalidanti e oggi circa 1 milione di persone convive con le conseguenze dell’ictus, un numero destinato ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione.
In questo scenario, la spasticità post-ictus si configura come una delle complicanze più frequenti e impattanti, arrivando a interessare tra il 25 e il 38% dei pazienti entro un anno dall’evento acuto. Ogni anno, inoltre, circa 45 mila persone sviluppano disturbi neurologici invalidanti, ma solo una quota limitata riceve una diagnosi tempestiva e un trattamento appropriato. Al Senato nel corso di un incontro promosso dalla senatrice della Lega, Elena Murelli, sono state presentate linee guida e raccomandazioni elaborate da clinici, accademici e associazioni dei pazienti. Un documento volto alle principali criticità cliniche e organizzative, con l’obiettivo di proporre soluzioni concrete per garantire una presa in carico più tempestiva, equa e sostenibile dei pazienti.

“Tra le priorità emerse vi è innanzitutto la necessità di definire Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali riabilitativi (PDTA-R) realmente efficaci e omogenei sul territorio, affiancati da una rete assistenziale strutturata secondo il modello hub & spoke garantendo e coordinando la parte di riabilitazione”, ha sottolineato la senatrice Murelli, capogruppo in commissione Sanità e Lavoro. “Allo stesso tempo, è indispensabile investire nella formazione degli operatori sanitari e promuovere campagne di informazione rivolte a cittadini e caregiver, per favorire una maggiore consapevolezza e una presa in carico più tempestiva. In questa direzione, l’istituzione di un registro nazionale dell’ictus e l’aggiornamento delle tariffe per la remunerazione delle prestazioni ospedaliere e specialistiche rappresentano strumenti fondamentali per rendere il sistema più equo, appropriato e sostenibile".

“L’ictus è una patologia che non si esaurisce nella fase acuta ma accompagna le persone e le loro famiglie per anni, spesso con conseguenze invalidanti importanti come la spasticità. Come A.L.I.Ce. Italia OdV (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale) siamo impegnati ogni giorno per dare voce ai pazienti e per promuovere una presa in carico più efficace, che non si fermi all’emergenza ma garantisca continuità assistenziale, riabilitazione adeguata e supporto ai caregiver. Iniziative come questa sono fondamentali per trasformare le criticità in azioni concrete e migliorare realmente la qualità di vita delle persone colpite da ictus”, ha dichiarato il presidente Andrea Vianello.

“La spasticità è una sindrome clinica che determina un peggioramento della mobilità, provoca spasmi dolorosi, interferisce con il sonno e con le attività della vita quotidiana provocando un globale peggioramento della qualità della vita”, ha aggiunto Maria Concetta Altavista, direttrice della Unità operativa complessa Neurologia della Asl Roma 1 presso il Presidio ospedaliero San Filippo Neri di Roma -. Purtroppo, compare in tempo successivo all’ictus e viene spesso non diagnosticata e non trattata in modo appropriato. E' necessario, quindi, cercare di superare criticità legate alla mancata o ritardata diagnosi o alla scarsa conoscenza dei metodi di cura”.

 

 

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