21 Aprile 2026

Contratto sanità, si parte. Al centro indennità e sistema degli incarichi

Nursind Sanità è in grado di anticipare le direttrici dell'atto di indirizzo delle Regioni per un rinnovo che dovrebbe chiudersi entro il triennio di vigenza (2025-2027). Il tavolo al via domani, in ballo 1,5 miliardi a regime

Di Ulisse Spinnato Vega
Contratto sanità, si parte. Al centro indennità e sistema degli incarichi

L’imperativo è chiaro e impellente: rendere più attrattivo il lavoro nel Ssn, con un occhio di riguardo agli infermieri e al personale tecnico-amministrativo. Per dare seguito all’obiettivo gli strumenti strategici in campo sono diversi: da una più moderna calibratura dell’orario di lavoro e delle pause a un rafforzamento dei servizi di mensa, demandato alle aziende, per migliorare il benessere organizzativo; dall’attuazione dell’ordinamento professionale e del sistema degli incarichi alla formazione nell’ottica dell’innovazione e del digitale, fino al nodo chiave degli incrementi economici sulle varie voci della busta paga, dal tabellare alle indennità.

Le sedie sono ormai tutte attorno al tavolo Aran per il rinnovo del contratto del comparto sanità 2025-2027. Si parte domani e l’obiettivo dichiarato è quello di chiudere finalmente un rinnovo prima della scadenza del triennio di riferimento. Consultando fonti molto vicine al dossier, Nursind Sanità è in grado di anticipare con un buon grado di precisione i contenuti dell’atto di indirizzo delle Regioni, ossia le direttrici emanate a fine febbraio dai datori di lavoro, che tracciano il solco nel quale si muoverà la discussione tra le parti. 
     
Intanto si parte dai soldi, che arrivano dalla legge di Bilancio 2025: il contratto di comparto riguarda 592mila lavoratori e le risorse lorde, a regime, si attestano poco sopra gli 1,5 miliardi di euro. Inoltre, c’è grande attenzione per i 480 milioni destinati agli incrementi dell’indennità di specificità infermieristica, a decorrere dal 2026. Una soglia che comprende i 35 milioni in più già assegnati con il rinnovo 2022-2024. Poi ci sono i 208 milioni lordi di aumento dell’indennità di tutela del malato che a loro volta inglobano i 15 milioni in più erogati con l’intesa siglata a fine ottobre.  

Un tema centrale è quello dell’age management e della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Le Regioni chiedono, in continuità con l’accordo contrattuale precedente, un rafforzamento del sostegno al personale over 60 a livello organizzativo e, in tal senso, auspicano un’implementazione dei team intergenerazionali, oltre a una efficace calibratura del lavoro agile e da remoto. Misure che dovrebbero valere anche per gli operatori con prescrizioni o limitazioni e per chi lavora in situazioni di pesante carico assistenziale. Il negoziato dovrà poi avere un occhio di riguardo per il personale turnista, soprattutto in relazione gli istituti di conciliazione vita-lavoro già previsti dalle norme, in particolare quelli fruibili a ore. E ovviamente tenendo sempre in conto le esigenze organizzative dell’azienda sanitaria.

Le parti dovranno pure armonizzare le innovazioni giuridiche recenti, come il congedo con conservazione del posto e la settimana di quattro giorni. E sarà pregnante la discussione sulla regolazione delle pause, anche per l’eventuale accesso a mensa o a forme sostitutive come i buoni pasto, collegato a turni superiori alle sei ore. Naturalmente, le aziende potranno istituire le mense se il servizio sarà finanziariamente sostenibile. Ed esse saranno fruibili dai turnisti se l’orario di inizio o fine turno coinciderà con gli orari di apertura delle stesse. Il buono pasto, invece, sarà erogato dalle aziende quando il timing della prestazione non corrisponderà con le fasce di apertura delle mense. Il contratto si occuperà poi di rafforzare le misure di sostegno alla salute e sicurezza sul lavoro, con riferimento nondimeno alla prevenzione dei rischi di aggressioni ai danni del personale. Sarà meglio definita, inoltre, la disciplina delle aspettative e andranno estese le misure di welfare contrattuale e aziendale

Come accennato, resta centrale l’obiettivo di mettere a regime il nuovo ordinamento professionale e dare sostanza al sistema degli incarichi, da armonizzare con i percorsi di carriera. Dunque, si dovranno individuare gli strumenti per valorizzare soprattutto il personale infermieristico e in particolare gli operatori impiegati nei servizi più critici. In più, sarà messa in campo una semplificazione del sistema delle indennità, che deve assicurare trasparenza e omogeneità di applicazione, oltre al necessario aggiornamento dei valori economici. Le Regioni, però, auspicano pure che si continui a ricorrere a rapporti di lavoro flessibili, soprattutto part-time, e che venga incoraggiato, appunto, il lavoro da remoto o agile in ottica di work-life balance.    

Per chiudere, il capitolo importante della formazione, che diventa un atout se collegata agli avanzamenti professionali. Il negoziato dovrà vedere al centro la fruizione concreta dei percorsi obbligatori e l’implementazione di aggiornamenti mirati in particolare sulle competenze digitali, sull’Ia e sulla sicurezza informatica. Alle tappe formative, però, dovrà corrispondere una valorizzazione in ordine alle progressioni economiche e all’attribuzione degli incarichi, così da far risaltare le capacità conseguite rispetto alla sola anzianità di servizio. Infine, il contratto avrà il compito di premiare le attività di formazione interna e tutoraggio nei confronti dei colleghi più giovani.  

 

 

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