Sanità, i numeri e i paletti di Schillaci
Il ministro in Aula al Senato: "Nel 2026 stanziati 7,4 miliardi in più. Per la prima volta vicini alla media Ue"; "Ma gli incrementi solo nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e del quadro economico"
“Sul finanziamento sanitario i numeri ci dicono che nel 2022 il Fondo sanitario nazionale era di 125 miliardi, nel 2026 arriverà a 142,9 miliardi, sono 18 miliardi in più”. E poi ancora: “Per il solo 2026 l'incremento complessivo è di 7,4 miliardi”. Non solo ma “per la prima volta in dieci anni ci stiamo avvicinando alla media di spesa europea. Il gap era di 15 miliardi nel periodo pre-pandemico. Oggi è sceso a 7,8”. Parola del ministro della Salute Orazio Schillaci che, interrogato in Aula al Senato, ha snocciolato diversi numeri.
Anche sulle liste d’attesa e sulle Case di comunità. Nell’ordine: “Il decreto liste d’attesa non è uno slogan – ha scandito Schillaci -, i primi risultati ci sono. Sono più di mille gli ospedali che hanno incrementato le performance del 20%. Oggi l'81% delle prestazioni sanitarie viene erogato nei tempi previsti: i dati Agenas dimostrano su 50 milioni di prestazioni che il trend si sta invertendo”. Sulle Case di comunità, invece, “il target Pnrr è di 1.038 e su queste 781 sono attive, è un cantiere aperto”.
Fin qui i numeri, ma il responsabile del dicastero di Lungotevere Ripa ha anche posto qualche paletto. Tanto per cominciare quando ha sottolineato che “noi spendiamo per la sanità in proporzione a quello che produciamo. Da questo ne consegue che l'incremento della spesa pubblica sanitaria, che è già attestata a livelli superiori a quelli registrati storicamente, può essere perseguito esclusivamente in modo graduale e sostenibile, in una prospettiva di medio periodo, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e del quadro economico di riferimento”. Il ministro ha inoltre ricordato che "la sanità pubblica è un patrimonio, va difesa, rafforzata e quando necessario corretta anche con coraggio”.
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