06 Maggio 2026

Focolaio Hantavirus: confermato il ceppo che si trasmette da uomo a uomo

E' quello andino. Salgono a 8 i casi accertati. Basso il rischio per la popolazione. L'origine dell'infezione a bordo della nave da crociera MV Hondius. Oms impegnata nel tracciamento dei contatti. Ecco cosa c'è da sapere

Di NS
Foto di Amir Arabshahi
Foto di Amir Arabshahi

Il rischio per la popolazione in generale resta basso, ma intanto salgono a otto  i casi di Hantavirus, tre dei quali accertati con test di laboratorio. Come confermato dal direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. 

 

IL CEPPO ANDINO
Non solo, ma arriva anche la conferma del ceppo: sarebbe quello andino, che si trasmette da uomo a uomo. Ad attestarlo il National Institute for Communicable Diseases  del Sudafrica e dagli Ospedali universitari di Ginevra. Proprio le autorità svizzere hanno confermato un caso di hantavirus identificato in un passeggero della nave da crociera MV Hondius diretta alle Canarie, dove poi è emerso nei giorni scorsi il primo focolaio. L'uomo aveva risposto a un'e-mail dell'operatore della nave che informava i passeggeri dell'evento sanitario e si è presentato in un ospedale di Zurigo, in Svizzera, dove sta ricevendo le cure necessarie.

IL TRACCIAMENTO
In conformità con il Regolamento sanitario internazionale (Rsi), l'Oms sta collaborando con i Paesi interessati per supportare il tracciamento dei contatti a livello internazionale, al fine di garantire che le persone potenzialmente esposte siano monitorate e che l'ulteriore diffusione della malattia sia limitata. Intanto tre pazienti sospetti sono stati evacuati dalla nave e sono in viaggio verso i Paesi Bassi, come ha comunicato sempre il dg Oms.

IL VIRUS
Ma con che virus abbiamo a che fare? E soprattutto il ceppo andino per cosa si caratterizza? È sempre l’Organizzazione mondiale della sanità a venirci in soccorso. Innanzitutto, bisogna sapere che gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e vengono occasionalmente trasmessi all'uomo. L'infezione nell'uomo può causare gravi malattie e spesso la morte, sebbene le patologie varino a seconda del tipo di virus e dell'area geografica. Nelle Americhe, scrive l’Oms, l'infezione è nota per causare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus (HCPS), una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore, mentre in Europa e in Asia gli hantavirus sono noti per causare la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni.
E veniamo al ceppo andino. È proprio quello al quale è legata, appunto, la trasmissione da uomo a uomo. Che rimane rara. Se si verifica accade per contatti stretti e prolungati. Più probabile, inoltre, che si verifichi nella fase iniziale della malattia.


TASSO DI MORTALITA'
È un virus che può provocare la morte? Le infezioni da hantavirus sono associate a tassi anche alti di mortalità. L’Oms parla di un livello compreso tra l'1% e il 15% in Asia e in Europa e fino al 50% nelle Americhe.

 

TRATTAMENTI
Non esiste un trattamento antivirale specifico autorizzato o un vaccino contro l'infezione da hantavirus. La terapia è di supporto e si concentra su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. L'accesso precoce alla terapia intensiva, quando clinicamente indicato, migliora gli esiti, in particolare per i pazienti con sindrome cardiopolmonare da hantavirus.

 

LA PREVENZIONE
La differenza, ancora una volta la fa la prevenzione. E la prima forma di prevenzione consite nel ridurre i contatti tra persone e roditori. Le misure congiliate dagli esperti Oms vanno dalla pulizia degli ambienti domestici e di lavoro all’igiene delle mani, passando per una sicura conservazione dei cibi. Importante, poi, sigillare le aperture che consentono ai roditori di entrare negli edifici ed evitare di spazzare a secco o di aspirare gli escrementi dei roditori.

 

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