06 Maggio 2026

"Non smantelliamo il medico di famiglia"

Schillaci difende la riforma in Aula alla Camera: "Stiamo finalmente liberando tutto il suo potenziale". Il Pnrr? "Rispettate le milestone. Non ci sono rischi sul raggiungimento dei target"

Di NS
"Non smantelliamo il medico di famiglia"

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, torna a parlare dei medici di medicina generale, difendendo la riforma. In Aula alla Camera, durate il question time, ha scandito: "Non viene smantellata la figura del medico di famiglia, stiamo finalmente liberando tutto il suo potenziale". E poi ancora: "Il medico di medicina generale è - e deve tornare ad essere - il garante della salute dei cittadini, non solo il gestore di malattie acute". Secondo il ministro, rappresenta "il presidio della prevenzione, dell'educazione agli stili di vita, della cronicità gestita sul territorio prima che diventi emergenza. Per farlo ha bisogno di una squadra, di strumenti digitali, di un contesto organizzativo che sostenga il suo lavoro". 

"LA RIFORMA NON SARÀ CALATA DALL'ALTO"
Quindi, un passaggio sull'iter del provvedimento che, ha ssicurato, non sarà calato dall'alto: "Le case di comunità e la telemedicina non sono un'idea astratta, sono una risposta concreta a un medico oggi solo davanti a una domanda di salute sempre più complessa". "Il confronto con le Regioni è in corso da inizio legislatura. È stato costruttivo, operativo e la proposta finale non sarà calata dall'alto. Sarà il frutto di un lavoro condiviso con i soggetti attuatori che quelle strutture le devono realizzare e gestire. Con le organizzazioni di categoria il confronto come in passato ci sarà".

 

MISSIONE 6 E MILESTONE RISPETTATE
Sul Pnrr, infine ,il minsitro ha dtto che "le milestone sono rispettate, il monitoraggio costante del ministero della Salute insieme alla presidenza del Consiglio non evidenzia rischi sul raggiungimento del target" e ha spiegato che "è proprio la piena attuazione della Missione 6 che creerà quei punti di riferimento territoriali che oggi spesso mancano per la cronicità, per la prevenzione e per la salute quotidiana". 
"Le case di comunità - ha concluso - non saranno edifici da inaugurare con nastri da tagliare, saranno luogo fisico dove la riforma prende corpo. E il personale che le farà funzionare è al centro dei disegni di legge 2700 e 1825 che ridisegnano formazione, attrattività e percorsi di carriera delle professioni sanitarie".

 

 

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