Mattarella: "Infermieri esercito del bene. Non lasciamo scappare i giovani"
Il capo dello Stato interviene alle celebrazioni per la Giornata internazionale dedicata alla professione: "La Repubblica vi ringrazia per ciò che fate". Schillaci: "Figura in evoluzione". Mangiacavalli (Fnopi): "Servono sviluppi di carriera chiari e strutturati"
In sala campeggia un riferimento ai 100 anni da quando, in realtà era il 1925, un regio decreto istituì le prime Scuole convitto professionali, da cui poi sarebbe scaturita la moderna professione infermieristica. E all’Auditorium Antonianum di Roma si respira l’atmosfera delle grandi occasioni per la celebrazione della Giornata internazionale dell’infermiere.
Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, arriva tra applausi scroscianti e non si sottrae: “Le infermiere e gli infermieri raccolti nelle associazioni nazionali costituiscono un vero e proprio esercito del bene. Celebriamo oggi anche il lungo percorso nella società, e nella sanità, che la professione infermieristica ha vissuto in Italia”. Il capo dello Stato ricorda poi la nascita del Ssn, nel 1978, con il superamento del sistema delle mutue, che finalmente dava attuazione al principio universalistico di uguaglianza nella tutela della salute, riconosciuta dall’articolo 32 della Costituzione come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Mattarella definisce gli infermieri “eroi anche a Gaza” e ricorda: “Tengo particolarmente a ricordare il contributo decisivo, l'appassionata dedizione che vi ha contraddistinto in occasione della pandemia da Covid, drammatica, lunga emergenza - che voi avete vissuto con sacrifici immani e con diverse vittime - e che qualcuno cerca di derubricare a poco più di una leggera influenza. Portando a dimenticare gli sforzi spesso eroici e le sofferenze di medici e infermieri, di tutto il personale sanitario”. Quindi il presidente della Repubblica mette il dito nella piaga: “Come ha detto la presidente Mangiacavalli, gli infermieri sono oggi 462mila. Sappiamo che si tratta di un numero insufficiente rispetto alle esigenze di cura delle popolazioni. È un tema che non appare eludibile e che interpella formazione e considerazione della centralità di questa funzione per il corretto funzionamento della nostra società”,
Dunque, secondo il capo dello Stato, “dobbiamo evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all'estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori di quelle che offriamo”. Inoltre, sulla salute, l’inquilino del Quirinale non accetta che ci siano “disparità tra i territori” e ribadisce che gli infermieri sono “centrali per la società”. Infine, rivolgendosi ai professionisti, sottolinea “la gratitudine della Repubblica per ciò che avete fatto. E per quello che continuate a fare ogni giorno, infondendo fiducia, testimoniando umanità e solidarietà, preziose insieme ai trattamenti di terapia”.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intercettato a margine dell’evento, chiosa: “È un grande piacere essere qui per celebrare questa giornata doverosa nei confronti degli infermieri, che fanno un grandissimo lavoro per il nostro Ssn. La professione sta evolvendo e noi siamo con loro. Abbiamo bisogno di professionisti sempre più qualificati per assicurare migliori cure ai cittadini”. Poi una rapida parentesi di attualità sull’allarme Hantavirus, con Schillaci che placa i timori: “In Italia la situazione è di tranquillità. Le quattro persone venute in contatto con una paziente durante questo volo sono monitorate con attenzione, ma non c’è alcun allarme, io sono tranquillo. E voglio rassicurare i cittadini che non c’è alcun pericolo”.
Nel suo intervento, il ministro spiega che "disporre di personale infermieristico altamente qualificato significa garantire cure più appropriate e personalizzate, significa rafforzare l’assistenza territoriale e rispondere in modo più efficace ai bisogni dei cittadini. Tutto ciò si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione delle professioni sanitarie, che rappresenta un punto fermo dell’azione di questo governo. Una strategia che si è tradotta in interventi concreti e mirati". Quindi la presa d'atto: "In Italia formiamo delle eccellenze che poi vengono spesso attratte dall’estero. Questa è una criticità che va affrontata con ancora più forza". E infine la promessa di Schillaci: "Stiamo lavorando a un potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera, nel cui ambito l’infermiere deve trovare la giusta valorizzazione".
La Fnopi (Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri) è padrona di casa all’ombra del claim della giornata ‘Un secolo di sapere infermieristico. Nati per prendersi cura, formati per eccellere’, pensato proprio per celebrare l’evoluzione della professione nel segno di una formazione sempre più specialistica. Nei mesi scorsi, infatti, sono stati registrati i decreti ministeriali che istituiscono tre nuovi percorsi di laurea magistrale in Scienze infermieristiche: Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, Cure intensive e nell’Emergenza. Si tratta dei tre indirizzi che si affiancano alla già consolidata laurea magistrale e, dunque, non può che prendere da qui le mosse l’intervento della presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli: “Rispondiamo finalmente con competenza avanzata alle sfide di un sistema salute che cambia”.
Infatti, spiega, “i bisogni di salute di oggi non sono più quelli di ieri e, di conseguenza, anche le risposte devono evolvere”. Quindi, secondo Mangiacavalli, “valorizzare l’infermieristica vuol dire promuovere modelli organizzativi che favoriscano contesti lavorativi funzionali, sani e sicuri, perché sono il presupposto per una cura efficace, centrata sulle persone”. Ragion per cui, “è necessario promuovere sviluppi di carriera chiari e strutturati e, dare, anche dal punto di vista economico, un riconoscimento in linea con il reale grado di specializzazione, con i titoli universitari conseguiti e con i progetti di vita dei giovani infermieri”. Perché, chiude la presidente Fnopi in linea con Mattarella, “è a loro, ai giovani, che oggi dobbiamo parlare. A chi ha già scelto questa professione e a chi sta per farlo. Sono le loro esigenze, quelle che dobbiamo ascoltare”.
Alle celebrazioni non manca il Nursind, con il segretario nazionale, Andrea Bottega, che parlando a margine entra nel dibattito sulla carenza di professionisti e sul rinnovo del contratto che, a suo dire, “è partito con il piede sbagliato perché si spalmano risorse su tutto il personale”. Poi avanza due richieste precise: “Una riguarda il trattamento economico gli infermieri italiani, che hanno il 20% in meno rispetto alla media dei colleghi europei, un problema molto sentito che purtroppo stenta a trovare una soluzione. L'altro aspetto riguarda le condizioni di lavoro: essendoci una forte carenza, il lavoro pesa su chi c'è. Molti non ce la fanno, lasciano la professione”, quindi si creano un ulteriore buco che deriva “dall'abbandono e queste condizioni che fanno sì che gli infermieri lavorino oltre il proprio orario stabilito e questo non viene riconosciuto”.
Leggi anche:
Vita da infermieri, turni oltre l'orario per più di tre su quattro
Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram