14 Maggio 2026

Celiachia e non solo, le malattie alimentari colpiscono un italiano su due

Ormai quasi metà della popolazione soffre di allergie e intolleranze. Istituzioni, scienziati e stakeholder chiamati a gestire le patologie con un approccio integrato. Bene la digitalizzazione dei buoni acquisto

Di NS
Celiachia e non solo, le malattie alimentari colpiscono un italiano su due

Fino a poco tempo fa venivano considerati problemi di nicchia, condizioni che investivano una esigua minoranza di persone. E invece, sappiamo oggi, in Italia coloro che soffrono di celiachia, allergie alimentari e intolleranza al lattosio raggiungono, nel loro insieme, quasi la metà della popolazione. Si tratta di numeri enormi che necessitano di risposte sanitarie coordinate e di una strategia integrata.

Le diagnosi di celiachia, ad esempio, hanno toccato quota 265.102 con oltre 13mila nuovi casi accertati nel solo 2023. Si stima tuttavia che tra le 300 e le 400mila persone siano ancora non diagnosticate, considerando che la patologia interessa circa l’1 per cento della popolazione. Le allergie alimentari coinvolgono invece una quota crescente di italiani: secondo il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità circa il 3% degli adulti e fino al 5% dei bambini, con manifestazioni che possono arrivare fino allo shock anafilattico. Infine, dilaga pure l’intolleranza al lattosio che, nelle aree mediterranee e in Italia, investe tra il 40 e il 50% degli abitanti, con percentuali più alte nelle regioni del Sud.

Si tratta di patologie e condizioni che, come detto, richiedono oggi un approccio coordinato di salute pubblica capace di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce, appropriatezza clinica, sicurezza alimentare e uniformità delle prestazioni sul territorio nazionale. Se ne è parlato oggi a Roma nel corso dell'evento ‘Celiachia, intolleranza al lattosio e allergie alimentari: un approccio integrato per la salute pubblica’, promosso dall’intergruppo parlamentare Celiachia, allergie alimentari, lattosio e Afms (Alimenti a fini medici speciali, ndr) in occasione della Giornata mondiale della celiachia che si celebra tra due giorni.

La senatrice Elena Murelli, presidente dell’organismo, ha spiegato che “l’obiettivo prioritario” è “approfondire le criticità emergenti, individuando possibili indirizzi di policy, nella convinzione che solo un’azione sinergica tra decisori pubblici, professionisti sanitari e società civile possa garantire equità di accesso alle cure, sicurezza alimentare e piena inclusione sociale”. Negli ultimi tempi, come è stato rilevato nel corso del convegno, si sono registrati alcuni importanti passi avanti nel rafforzamento della risposta sanitaria nell’ambito dei disturbi alimentari. Anzitutto è stato sottolineato il valore della legge 130 del 2023 che ha introdotto in Italia un programma sperimentale nazionale di screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia nella popolazione infantile. Una misura innovativa che punta a favorire diagnosi precoci.

Inoltre, con l’articolo 77 della manovra 2026, sono state introdotte importanti semplificazioni grazie alla dematerializzazione dei buoni per l’acquisto di prodotti senza glutine, rendendo anche possibile la loro piena circolarità su tutto il territorio nazionale. Secondo Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute, “la piena attuazione delle misure previste dall’articolo 77 rappresenta un passaggio fondamentale verso un sistema più equo, efficiente e vicino ai bisogni dei pazienti”. Poi ha aggiunto: “La digitalizzazione e l’interoperabilità degli strumenti di erogazione dei benefici consentiranno infatti di superare le disomogeneità territoriali, migliorando concretamente l’accesso su tutto il territorio nazionale”.

Le disposizioni dell’articolo 77 della legge di Bilancio sono state al centro di numerosi commenti che hanno riconosciuto come il provvedimento sia stato il frutto di un dialogo costruttivo tra Parlamento e governo, nella consapevolezza che, tuttavia, molto resta ancora da fare per migliorare il livello complessivo delle risposte sanitarie in materia di sicurezza alimentare, lungo tre direttrici fondamentali: sensibilizzazione, semplificazione organizzativa e informazione. Proprio in relazione al tema della centralità dell’informazione al consumatore e della trasparenza, Ugo Della Marta, a capo della Direzione generale dell'igiene e della sicurezza alimentare del ministero della Salute, ha evidenziato: “Un’etichettatura chiara, completa e scientificamente corretta rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione e tutela della salute pubblica perché consente ai cittadini di compiere scelte consapevoli e sicure. La direzione sta partecipando attivamente ai lavori europei di armonizzazione dell’etichettatura precauzionale sugli allergeni (Precautionary allergen labelling), decisivi per rafforzare la credibilità dell’informazione soprattutto per le persone in condizioni che richiedono una gestione dietetica rigorosa, come la celiachia”.

Gli addetti ai lavori chiedono comunque che la gestione delle patologie correlate all’alimentazione sia considerata una priorità strutturale di salute pubblica. Inoltre, si è ribadita la necessità di proseguire lungo un percorso condiviso tra istituzioni, comunità scientifica e stakeholder, affinché le innovazioni normative e organizzative possano tradursi in benefici concreti, omogenei e duraturi per tutti. Una certa attesa, in questo senso, circonda l’iter parlamentare del ddl della senatrice Murelli che punta a prevenire la celiachia e a proteggere i malati. Un provvedimento che ha l’ambizione di segnare il passaggio da un approccio assistenziale a uno più inclusivo, digitale e semplificato, oltre a ridurre gli ostacoli burocratici per i pazienti.



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