18 Maggio 2026

Banche del latte umano, Italia a quota 44. È tra i primi Paesi Ue

Sin: "Ora bisogna puntare su una gestione più coordinata per rendere l'accesso al Lud omogeneo sul territorio". Aiblud: "Promuovere la pratica della donazione significa investire nella salute dei neonati più vulnerabili e rafforzare una rete di solidarietà". Non solo ma si tratta di un gesto dal forte impatto anche sui costi del sistema sanitario

Di NS
Foto di Danielle-Claude Bélanger
Foto di Danielle-Claude Bélanger

Il latte umano continua a essere considerato un alimento insostituibile, soprattutto per i neonati prematuri o con condizioni cliniche complesse. Di conseguenza, sono fondamentali le Banche del latte umano (Blud), dove viene raccolto, trattato e conservato il latte donato da mamme donatrici e l'atto stesso della donazione rappresenta una pratica di grande valore sanitario, sociale ed etico, come ricordano l’Associazione italiana banche del latte umano donato (Aiblud) e la Società italiana di neonatologia (Sin), in vista della Giornata mondiale della donazione del latte umano, che si celebra domani 19 maggio.

 

IL LATTE UMANO RIDUCE IL RISCHIO DI PATOLOGIE GRAVI NEI NEONATI
Al di là del valore umano e psicologico per le donatrici e per le madri riceventi, non vanno trascurati, come ricordano l'associazione e i neonatologi, i benefici per i piccoli cui è destinato il latte materno proprio perché rappresenta una risorsa terapeutica di primaria importanza, soprattutto per i neonati prematuri. Numerose evidenze scientifiche dimostrano che il latte umano riduce in modo significativo il rischio di patologie gravi come l’enterocolite necrotizzante, una delle principali cause di morbilità e mortalità nei neonati di basso peso. Inoltre, contribuisce a migliorare la tolleranza alimentare, ridurre le infezioni e favorire uno sviluppo intestinale e immunologico più armonico.
Studi a lungo termine dimostrano, inoltre, un effetto positivo sullo sviluppo neuroevolutivo, con migliori punteggi cognitivi e motori. Anche per i neonati a termine, temporaneamente privati del latte della propria madre (ad esempio per problemi di salute materna o difficoltà nell’avvio dell’allattamento), il latte donato rappresenta la migliore alternativa possibile.
Ma la donazione del latte umano presenta anche un valore sociale e vantaggi economici. Le banche del latte creano una rete solidale tra madri, operatori sanitari e famiglie, promuovendo una cultura della condivisione e della cura reciproca.

L'IMPATTO SUL SISTEMA SANITARIO
Questo modello di solidarietà ha un impatto positivo anche sul sistema sanitario, poiché l’utilizzo del latte umano può ridurre la durata delle degenze ospedaliere, i costi legati alle complicanze neonatali ed i costi sanitari successivi alla dimissione ospedaliera. Il “sistema donazione del latte” sensibilizza e rafforza, inoltre, le strutture sanitarie pubbliche in materia di nutrizione infantile.
“La donazione di latte materno è un gesto semplice ma di straordinaria efficacia, capace di generare benefici a più livelli: biologico, psicologico e sociale. Sostenere e promuovere questa pratica significa investire nella salute dei neonati più vulnerabili, valorizzare il ruolo attivo delle madri e rafforzare una rete di solidarietà che rappresenta uno degli esempi più concreti di medicina umana e condivisa”, ha affermato Guido Moro, Presidente Aiblud.

ITALIA TRA I PRIMI PAESI UE CON 44 BANCHE DEL LATTE UMANO
Pur essendo riconosciuto come standard terapeutico dell’assistenza neonatale e come potente strumento di equità delle cure per i neonati più vulnerabili, e benché l’Italia - con le sue 44 Blud - si collochi tra i primi tre Paesi europei, è ancora necessario potenziare la disponibilità del Lud sul territorio del nostro
Paese.

 

"ORA RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE NELL'ACCESSO AL LUD"
“Auspichiamo che l’adeguamento alla nuova normativa europea rappresenti un’occasione anche per la creazione o l’implementazione di reti organizzate tra le Blud su scala regionale, interregionale o nazionale, in modo da favorire una gestione più coordinata dei flussi di latte e contribuire a rendere l’accesso al Lud più semplice ed omogeneo sul territorio. Solo così potremo ridurre le disuguaglianze attuali, migliorare la qualità complessiva dell’assistenza e garantire ad ogni neonato uguali possibilità fin dalla nascita”, ha concluso Massimo Agosti, presidente della Società italiana di neonatologia.

 

 

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