19 Maggio 2026

Ebola, l'Italia attiva la sorveglianza sui rientri da Congo e Uganda

La circolare del ministero della Salute rivolta a personale sanitario e non, impegnato in attività di cooperazione. Ecco le procedura da seguire, anche per le compagnie aeree e i dettagli sulla variante Bundibugyo

Di NS
Ebola, l'Italia attiva la sorveglianza sui rientri da Congo e Uganda

Non c'è solo l'hantavirus, adesso è l'ebola a far paura, soprattutto dopo che, il 15 maggio scorso, il ministero della Salute della Repubblica democratica del Congo ha ufficialmente dichiarato l'epidemia (la 17esima nel Paese) da virus Bundibugyo. Mentre è in allerta anche l'Uganda dove il ministero competente ha confermato un focolaio a seguito dell'identificazione di un caso importato dal Congo. Si tratta di una variante, è bene ricordarlo, per la quale al momento non ci sono vaccini.

"UN'EMERGENZA DI SANITÀ PUBBLICA DI RILEVANZA INTERNAZIONALE"
L'Oms, pur parlando di rischio basso per gli altri Paesi, l'ha classificata come emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Una definizione che l'Organizzazione utilizza, come ha ricordato l'Istituto superiore di sanità, per "un evento straordinario che costituisce un rischio di salute pubblica per altri Stati attraverso la diffusione internazionale di una malattia, e che potenzialmente richiede una risposta coordinata a livello internazionale". Si tratta quindi di una procedura che permette di far scattare un'allerta internazionale, mobilitare risorse straordinarie e coordinare una risposta internazionale, non è necessariamente legata a un rischio di pandemia.


L'ITALIA RISPONDE CON UNA CIRCOLARE AD HOC
Un'allerta internazionale, appunto. Alla quale l'Italia ha risposto emanando una ciroclare ad hoc. Il documento emesso dal ministero della Salute è rivolto al "personale, sanitario e non, impiegato in attività di cooperazione/supporto sanitario o logistico presso organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, che erogano servizi di tipo sanitario, assistenziale e logistico, impiegati nelle zone del Paese interessate dal focolaio". Per tutti questi soggetti interessati scatta la sorveglianza sanitaria. 
Nella circolare, firmata dal Direttore generale della Prevenzione Sergio Iavicoli e dal Capo Dipartimento della Prevenzione Maria Rosaria Campitiello, si legge infatti: "In considerazione delle attuali incertezze riguardo alla grandezza e alla diffusione geografica di questo evento, della potenziale gravità dell’infezione e della mancanza di terapie o vaccini specifici approvati per il virus Bundibugyo, nel rispetto del principio di massima cautela, si ritiene necessario applicare le misure di vigilanza nei confronti del personale di organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, impiegati nel Paese interessato dal focolaio, provenienti da tutti i territori della Repubblica
Democratica del Congo e dell’Uganda".

 

LA PROCEDURA PREVISTA
Ma che cosa prevede la procedura? Intanto, la compilazione di un modello di dichiarazione sanitaria di assenza di sintomi, contenente i dati personali della persona in arrivo, da sottoscrivere a cura del responsabile dell’Organizzazione, o del singolo progetto, in caso di personale di Ong o di altre organizzazioni, da inviare via email al Ministero della Salute con almeno 48 ore di anticipo rispetto alla partenza dalla zona affetta. E' prevista inoltre la compilazione di una scheda amnestica per la registrazione dei dati dello screening primario, in capo direttamente alla persona in arrivo e al medico Usmaf-Sasn territorialmente competente. In caso il cooperante rientrasse in Italia con mezzi che non prevedono ingresso aeroportuale ( treni, bus, auto propria) la stessa scheda dovrà essere compilata dal medico della Asl di riferimento. 
La circolare raccomanda comunque per  gli operatori/le operatrici provenienti da zone a rischio che non abbiano riportato alcun tipo di esposizione nei 21 giorni precedenti, o per i quali non sia possibile stabilire se l’esposizione sia avvenuta o meno, "in via cautelativa, di attivare comunque la stessa sorveglianza dei contatti a basso rischio".  Oltre al personale medico indicazioni precise arrivano anche per le compagnie aeree che dovranno segnalare tempestivamente agli Uffici UsmafF eventuali situazioni che possono far ipotizzare un sospetto di malattia infettiva a bordo dell’aeromobile. In caso di sintomi, il ccoperantea bordo è tenuto a segnalare immediatamente al personale di volo, e l’aereo potrà atterrare solo presso gli aeroporti sanitari di Fiumicino o di Malpensa, ove verranno attuate le procedure previste per tali casi dalle rispettive ordinanze emesse dall’Usmaf-Sasn competente.


I PIPISTRELLI PRINCIPALI INDIZIATI
Ma come si trasmette questo virus? Ancora una volta è l'Iss a spiegare che la malattia da virus Bundibugyo (BVD) è una forma grave e spesso fatale della malattia Ebola, causata dal virus Bundibugyo, una delle specie di Orthoebolavirus. Si tratta di una zoonosi, e si sospetta che i pipistrelli della frutta siano il serbatoio naturale del virus. L'infezione umana si verifica attraverso il contatto ravvicinato con il sangue o le secrezioni di animali selvatici infetti, tra cui pipistrelli o primati non umani. Si diffonde successivamente da persona a persona tramite contatto diretto con il sangue, le secrezioni, gli organi o altri fluidi corporei di individui infetti o con superfici contaminate. La trasmissione è particolarmente amplificata negli ambienti sanitari quando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) sono inadeguate e durante pratiche di sepoltura non sicure, che spesso vengono adottate nei paesi colpiti, che comportano il contatto diretto con il defunto.

SINTOMI E MORTALITÀ
È bene ricordare infine che in passato sono state documentate due epidemie da BVD, in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo nel 2007 e nel 2012, con un tasso di mortalità tra il 30% al 50%. A differenza della malattia da virus Ebola, come detto, non esiste un vaccino autorizzato e non sono disponibili terapie specifiche contro il virus Bundibugyo. Tuttavia un intervento tempestivo di supporto è salvavita.
Il periodo di incubazione della BVD varia da 2 a 21 giorni e gli individui di solito non sono contagiosi fino alla comparsa dei sintomi. I sintomi iniziali non sono specifici e includono febbre, affaticamento, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, il che complica e può ritardare la diagnosi e la segnalazione della malattia. Questi sintomi progrediscono con disturbi gastrointestinali, disfunzioni d'organo e, in alcuni casi, manifestazioni emorragiche.

 

 

La circolare