26 Maggio 2026

Medici di famiglia in campo: "Malattie respiratorie troppo sottovalutate"

Presentato in Parlamento 'Ampio Respiro', il nuovo progetto Simg che mette i professionisti al centro delle attvità di prevenzione, diagnosi precoce e rapida presa in carico. Previste anche campagne di informazione per i cittadini

Di NS
Medici di famiglia in campo: "Malattie respiratorie troppo sottovalutate"

Focus in Parlamento sulle malattie respiratorie croniche. Tosse persistente, fiato corto, respiro sibilante, catarro frequente, stanchezza insolita: sintomi spesso sottovalutati, ma che possono rappresentare i primi segnali di una patologia più grave. Intercettarli precocemente, orientare correttamente il paziente e rafforzare il ruolo del medico di famiglia nella prevenzione e nella presa in carico territoriale: è questo l’obiettivo di ‘Ampio Respiro – Percorsi personalizzati nelle patologie respiratorie’, il nuovo progetto nazionale della Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie (Simg), presentato alla Camera dei Deputati, su iniziativa di Luciano Ciocchetti, vicepresidente della commissione Affari sociali.

Le malattie respiratorie croniche, come asma e Bpco, sono molto diffuse, spesso sotto-diagnosticate e poco trattate, con un impatto rilevante sulla qualità della vita dei pazienti e sull’organizzazione del Ssn. Il progetto punta a costruire un percorso integrato che unisce formazione dei medici, informazione ai cittadini e strumenti pratici per la gestione quotidiana del paziente respiratorio. Queste malattie spesso iniziano in modo silenzioso. Tosse persistente, difficoltà a fare sforzi, fiato corto o respiro sibilante possono essere segnali iniziali che il paziente tende a minimizzare. Proprio per questo, il medico di medicina generale rappresenta il primo presidio per riconoscere il rischio e avviare un percorso diagnostico e terapeutico appropriato.

“La salute respiratoria è un tema di salute pubblica e di sostenibilità del sistema – sottolinea lo stesso Ciocchetti – Portare questo confronto in sede istituzionale significa valorizzare il ruolo della prevenzione, della medicina territoriale e dell’informazione corretta ai cittadini. Le istituzioni devono sostenere percorsi che aiutino a intercettare prima le malattie croniche e a garantire cure più vicine alle persone”.

“Ampio Respiro è un progetto di sistema perché tiene insieme tre livelli: cittadini, medici e istituzioni – spiega Alessandro Rossi, presidente nazionale Simg – Vogliamo rafforzare il ruolo della medicina generale nella prevenzione, nell’identificazione precoce e nella gestione continuativa delle patologie respiratorie croniche. Il medico di famiglia conosce il paziente, intercetta i sintomi nel tempo e può costruire percorsi personalizzati, in collaborazione con gli specialisti e con il territorio”.

“Respirare bene non è un dettaglio: è una condizione essenziale di salute – evidenzia Tecla Mastronuzzi, responsabile macroarea Simg Prevenzione – Molte patologie respiratorie cominciano con sintomi sfumati, che nella vita quotidiana possono essere sottovalutati. Il progetto Ampio Respiro vuole aiutare cittadini e medici a non aspettare che il respiro peggiori: agire prima significa vivere meglio, ridurre le riacutizzazioni e migliorare la qualità della vita. Ampio Respiro promuove un modello in cui la salute respiratoria non viene affrontata solo in ospedale o nelle fasi avanzate della malattia, ma nella quotidianità delle persone: negli ambulatori dei medici di famiglia, nella prevenzione dei fattori di rischio, nella diagnosi precoce e nella continuità assistenziale”.

“La Bpco riguarda circa il 5-6% della popolazione italiana, pari a circa 3,5 milioni di persone, ed è una patologia che può cambiare profondamente la vita del paziente – evidenzia Andrea Zanché, responsabile macroarea Simg Cronicità – Il problema è che molti cittadini non percepiscono il rischio respiratorio con la stessa attenzione che riservano, ad esempio, alle patologie cardiovascolari. Per questo serve una medicina di iniziativa: non aspettare che il paziente arrivi quando la malattia è avanzata, ma cercare precocemente i soggetti a rischio, riconoscere i sintomi, favorire la diagnosi e avviare tempestivamente le terapie disponibili”.

Il progetto si sviluppa attraverso diversi strumenti integrati. Il primo è una Fad nazionale rivolta ai medici, disponibile dal 15 maggio 2026 al 14 maggio 2027, pensata per rafforzare competenze cliniche e organizzative nella diagnosi precoce, nella stratificazione del rischio e nella gestione integrata delle patologie respiratorie croniche. Il percorso formativo affronta, tra gli altri temi, asma, Bpco, spirometria, appropriatezza terapeutica, aderenza alla terapia inalatoria, riabilitazione respiratoria, vaccinazioni, prevenzione delle riacutizzazioni e sostenibilità ambientale. Accanto alla formazione professionale, Ampio Respiro prevede strumenti informativi rivolti ai cittadini, tra cui il sito web dedicato e un flyer per gli ambulatori di medicina generale. I materiali richiamano i principali fattori di rischio (fumo, ambiente, lavoro, infezioni respiratorie) e i primi segnali da non ignorare, spiegando che prima si arriva alla diagnosi, meglio si può intervenire.

 

 

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