27 Maggio 2026

Cure al passo coi tempi: ok unanime alla legge sulle terapie digitali

Il via libera in prima lettura alla Camera. Lo scopo è l'nserimento nei Lea dopo una validazione clinica conforme alle norme internazionali. Prevista una governance presso il ministero della Salute allargata agli Ordini, ad Agenas e al Garante della privacy

Di Pa.Al.
Foto National cancer institute
Foto National cancer institute

Cure sempre più al passo coi tempi. Nell’era della rivoluzione tecnologica anche le terapie diventano digitali. La Camera ha appena licenziato, in prima lettura e con voto unanime, la proposta di legge che contiene appunto “disposizioni in materia di terapie digitali”. Un provvedimento snello, quattro articoli in tutto, e un obiettivo chiaro: far sì che questa tipologia di cure possa essere inserita nei Lea (articolo 4), in occasione del primo aggiornamento utile. A patto che siano rispettati determinati paletti e cioè che la terapia in questione sia stata “oggetto di una validazione clinica metodologicamente conforme alle norme internazionali in ambito medico” e sia basata su prove di evidenza, preferibilmente “studi randomizzati”.

LA LEGGE
La legge bipartisan, che ora dovrà passare l’esame del Senato, spiega nel dettaglio (articolo 1) cosa si intenda per terapie digitali, ovvero “dispositivi medici software marcati CE” destinati “a trattare o ad attenuare una malattia, un disturbo della salute, una lesione o una disabilità, generando un impatto positivo sulla salute”. E prevede inoltre che un Comitato nazionale, istituito presso il ministero della Salute entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento e composto da 16 membri (da Agenas agli Ordini di medici e infermieri fino al Garante della privacy) possa fornire indicazioni utili sulle terapie da sottoporre alla valutazione del Programma nazionale di Health technology assessment (HTA). Spetta infine al ministero, lo contemplano le norme, presentare un rapporto annuale alle Camere sull’evoluzione delle terapie digitali, l’efficacia ma anche l’eventuale disponibilità di nuove tecnologie.

"IL PAZIENTE DA DESTINATARIO PASSIVO DIVENTA PROTAGONISTA ATTIVO DELLA SUA SALUTE"
“La legge sulle terapie digitali che oggi approviamo è una vera rivoluzione, un cambio di paradigma. Sono terapie che interagiscono direttamente con il paziente, raccolgono dati attraverso i sensori, li elaborano servendosi di algoritmi e valutano insieme al paziente l’intervento terapeutico più adatto. Questa è la sanità del futuro che mette il paziente al centro e fa in modo che da destinatario passivo di interventi medici possa diventare produttore attivo della propria salute, partecipando al processo terapeutico in modo continuo e informato”, ha sottolineato in Aula Simona Loizzo, deputata della Lega e capogruppo in commissione Affari Sociali.

"DALLA TECNOLOGIA UN SUPPORTO PER LA PRESA IN CARICO DEI PAZIENTI"
Ha espresso voto favorevole alla Camera anche l’opposizione. Il deputato Pd, Antonio Girelli, membro della commissione Affari sociali, ha posto l’accento sul contributo alle cure che può arrivare dall’innovazione tecnologica convinto che quest’ultima “se governata con rigore scientifico e responsabilità pubblica sia uno strumento fondamentale per rafforzare il nostro Servizio sanitario nazionale”. “Nessuna tecnologia potrà mai sostituire il valore del rapporto umano - ha evidenziato -, ma questi strumenti rappresentano un supporto concreto ed efficace per la presa in carico dei pazienti, in particolare nell'ambito delle patologie croniche, della riabilitazione e dei disturbi neuropsichiatrici, offrendo una risposta parziale ma significativa alla pressione che grava oggi sulla medicina territoriale e sul personale sanitario".

 

La pdl

 

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