Fine vita, Forza Italia in confusione tra aperture al Ssn e obiezione di coscienza
Il partito guidato da Tajani tende una mano alle opposizioni. La capogruppo azzurra Craxi: "L'obiettivo è trovare un'intesa ampia sugli aspetti più delicati e arrivare all'approvazione entro la legislatura". Cucchi (Avs): "E' una farsa"
Dopo il passaggio fugace in Aula al Senato del testo delle opposizioni (a prima firma Bazoli) sul fine vita, con la riapertura dei termini (scaduti oggi) per gli emendamenti in Commissione Giustizia e Affari sociali del Senato, è tornato in auge il testo base dei relatori Zanettin (FI)-Zullo (FdI). Le modifiche, per lo più targate FI (dalle opposizioni non ne sono state presentate), però, rischiano di aggiungere altro caos al tormentato iter del provvedimento. Ma soprattutto fanno emergere una Forza Italia in confusione che, da un lato, sembra ritrovare uno spirito più libertario aprendo al Ssn, ma dall’altro rispolvera l’obiezione di coscienza.
E così se è vero che lo sdoganamento al Servizio sanitario può essere una mano tesa alle opposizioni, è altrettanto vero che rappresenta fumo negli occhi per gli alleati, FdI in testa.
L'ALLARGAMENTO AL SSN E LA FIGURA DEL MEDICO
La versione azzurra del testo (gli emendamenti portano la firma della capogruppo al Senato Stefania Craxi e della senatrice Daniela Ternullo), nel dettaglio, prevede che il Ssn “garantisce le cure palliative del dolore e l'assistenza domiciliare continua alle persone in condizione di grave non autosufficienza”, ma che “l’assistenza al suicidio non può rientrare nei livelli essenziali di assistenza”. Anche se, come recita un sub emendamento azzurro, quest’ultima può essere svolta da un medico ospedaliero o di medicina generale “su base volontaria e gratuita, nell’ambito dell’attività libero-professionale ovvero in regime di intramoenia”. Fa capolino, dunque, la figura del medico. Non solo, ma anche l’autosomministrazione del farmaco, con il paletto che “gli strumenti di eventuale supporto devono essere reperiti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche”.
TEMPI RIDOTTI PER I PARERI E PLATEA PIÙ AMPIA PER L'ACCESSO AL SUICIDIO ASSISTITO
Le modifiche proposte da Craxi e Ternullo vanno inoltre nella direzione di ridurre i tempi dei pareri, fino a un massimo di 90 giorni rispetto ai previsti 120, da parte del Comitato etico territoriale e quindi del Centro di coordinamento e di un allargamento della platea per l’accesso al suicidio assistito, sostituendo - in linea con i pronunciamenti della Corte Costituzionale - i “trattamenti sostitutivi di funzioni vitali” con i “trattamenti sanitari di sostegno vitale”. Le aperture finiscono qui, visto che, come detto, nel pacchetto proposto da Forza Italia spunta l’obiezione di coscienza, con un articolo ad hoc – il 4 bis - secondo cui “L’esercente la professione sanitaria non è tenuto a prendere parte alle procedure per l’assistenza alla morte medicalmente assistita disciplinate dalla presente legge quando sollevi obiezione di coscienza”.
"OBIETTIVO TROVARE UN'INTESA AMPIA", "È UNA FARSA"
Rimane da capire a questo punto chi avrà ragione tra la senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi, e la capogruppo azzurra Craxi. La prima sostiene che "dopo la farsa delle questioni procedurali, burocratiche e tecniche della scorsa settimana in Aula al Senato e il rinvio in commissione” si sia passati alla “farsa della presentazione di nuovi emendamenti in commissione” e che “la destra non vuole nessuna legge sul suicidio medicalmente assistito e fa di tutto per affossare una legge attesa”. La presidente dei senatori di FI, invece, rivendica il lavoro svolto con “l’obiettivo di trovare un'intesa la più ampia possibile sugli aspetti piu' delicati del provvedimento" e la finalità che “è quella di arrivare all'approvazione della legge entro la fine della legislatura". Va registrata infine la posizione del senatore Pd, Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia, che prende atto del tentativo di fare un passo avanti da parte di FI, anche se “i nodi restano”.
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