10 Giugno 2026

Cure per residenti all'estero, la riforma incassa il sì e le polemiche

Il ddl approvato in via definitiva al Senato prevede l'accesso al Ssn con un contributo di 2mila euro annui per gli iscritti all'Aire. Il primo firmatario Di Giuseppe (FdI): "Sanata una ferita profonda". Pesa il no del Maie: "Versamento insostenibile per i connazionali"

Di NS
Cure per residenti all'estero, la riforma incassa il sì e le polemiche

Continua a far discutere il ddl approvato ieri in via definitiva al Senato che estende i servizi di assistenza sanitaria italiana ai cittadini residenti in Paesi che non appartengono all’Ue e non aderiscono all’Efta-Associazione europea di libero scambio, ma sono iscritti all'Aire, attraverso il versamento di un contributo di 2mila euro annui. La legge, a prima firma Andrea Di Giuseppe, è molto snella, quattro articoli in tutto. Ma il dibattito rimane acceso.

Se ieri lo stesso Di Giuseppe aveva parlato di “svolta epocale che cancella decenni di ingiustificata marginalizzazione. L'approvazione di questa legge dimostra che per il governo non esistono cittadini di serie B. Abbiamo sanato una ferita profonda: da oggi l'iscrizione all'Aire non sarà più percepita come una punizione dello Stato che priva del diritto alla salute, ma come il consolidamento di un legame identitario inscindibile”, oggi a riaccendere i riflettori sul tema sono le opposizioni. Il senatore del M5s, Orfeo Mazzella, vicepresidente della commissione Affari sociali non ci gira intorno e accusa il governo di “fare cassa sulla pelle dei cittadini”: “Sono intervenuto in Aula per difendere il diritto alla salute dei nostri connazionali all’estero. Stiamo infatti assistendo all’ennesimo scempio ai danni dei cittadini: con la scusa di voler estendere l’assistenza sanitaria, la maggioranza ha introdotto una tessera sanitaria a pagamento per i tre milioni di italiani residenti in Paesi extra europei iscritti all’Aire”. Nel mirino di Mazzella i 2mila euro annui di contributo da versare, “una tariffa fissa e totalmente indifferente al reddito, all'età o ai reali bisogni di salute". 

Significativo il no alla legge da parte del Maie. Il senatore Mario Alejandro Borghese, vicepresidente del Maie, eletto in America latina, già ieri in Aula aveva dichiara il suo voto contrario – “Mai avrei potuto soltanto immaginare di far pesare sulle tasche dei nostri connazionali all'estero una simile tassa” -  ed espresso la propria contrarietà per l’assenza di riferimenti nel ddl a un suo disegno di legge che puntava a erogare ai pensionati italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire l’assistenza sanitaria gratuita. Oggi rincara che "Sia alla Camera che ieri al Senato il Maie ha votato contro la legge”, per poi rimarcare: “Lo abbiamo fatto consapevolmente perché la condizione, posta dalla legge per esercitare questa opportunità, del versamento di una tassa di 2mila euro all'anno è insostenibile per la quasi totalità dei connazionali che vivono nel mondo in Paesi extra Ue. La legge approvata pertanto è inutile, un'occasione mancata".

A difendere la legge, oltre al partito di maggioranza relativa, anche Forza Italia. Se sul fine vita, infatti, le distanze con FdI sono evidenti, sull’assistenza sanitaria all’estero prevale il comune sentire. Tant’è che la senatrice azzurra Daniela Ternullo, ieri stesso, annunciando il voto favorevole di FI, parlava di “una scelta coerente con la nostra idea di un'Italia capace di tenere unita la propria comunità anche oltre i confini nazionali”.

 

 

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