Liste d'attesa, c'è il via libera delle Regioni al nuovo Piano nazionale
Schillaci: "E' un ulteriore passo avanti". Disco verde delle autonomie anche alle Linee d'indirizzo ospedale-territorio per i malati oncologici
Via libera al Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (Pngla) 2026-2028 da parte delle Regioni che parlano di “un Piano atteso che si prefigge di migliorare l'accesso alle prestazioni sanitarie, ridurre i tempi di attesa, garantire cure di qualità e assicurare ai cittadini servizi più omogenei in tutte le Regioni”. Oltre a sottolineare l’importanza di un confronto costante sia con Agenas sia con il ministero della Salute “finalizzato a due obiettivi: da un lato, verificare la congruità delle risorse economiche che saranno necessarie per l’attuazione del Piano, data la clausola di invarianza finanziaria inserita, e dall’altro lato, accertarsi dell’adeguatezza delle misure che saranno messe in atto per migliorare l’appropriatezza prescrittiva”.
"CONFERMA DI UN CAMBIO DI PARADIGMA"
Da parte sua il ministro della Salute Orazio Schillaci saluta l’approvazione del piano come “una bella notizia per il Servizio sanitario nazionale. È un via libera che rafforza ulteriormente la nostra capacità di dare risposte ai cittadini nei tempi giusti”. Il Piano, approvato oggi in Conferenza Stato-Regioni, in coerenza con il decreto-legge sulle liste di attesa n. 73 del 2024, convertito nella legge 107 del 29 luglio 2024, “conferma il cambio di paradigma sulle liste di attesa che come governo abbiamo portato avanti sin dal nostro insediamento”, spiega il ministro.
IL DOCUMENTO
Il documento non interviene, infatti, solo sul tema dell’aumento dell’offerta di prestazioni, ma sul governo della domanda attraverso: appropriatezza prescrittiva, unificazione delle agende di prenotazione, rafforzamento dei percorsi di tutela, sistema di monitoraggio e trasparenza dei dati. Il Pngla prevede ora che le Regioni adottino, entro 120 giorni, a loro volta specifici piani operativi con un aggiornamento annuale sull’attuazione delle misure previste.
Con l'intesa, intanto Regioni e Province autonome si impegnano ad adottare entro 120 giorni un proprio Piano regionale di governo delle liste di attesa in coerenza con quello nazionale e a rafforzarne il monitoraggio.
DISCO VERDE ALLE LINEE D'INDIRIZZO OSPEDALE-TERRITORIO PER GLI ONCOLOGICI
Mentre sul ddl di riordino del Ssn la conferenza delle Regioni ha accolto la disponibilità del governo a migliorare -“Una rielaborazione si rende necessaria per perseguire l’obiettivo di organicità ed efficienza del Ssn, che può essere raggiunto soltanto nel rispetto della competenza legislativa concorrente delle Regioni in sanità e del principio di leale collaborazione. autonomie territoriali”, hanno detto le autonomie -, c’è l’assenso al nuovo testo di Linee di indirizzo per l'integrazione ospedale-territorio in oncologia. Dopo quasi due anni di attesa, con il via libera di oggi in Conferenza Stato-Regioni, prende finalmente forma un nuovo modello di assistenza per le persone con una malattia oncologica, pensato per garantire continuità delle cure lungo tutto il percorso assistenziale.
Le Linee di indirizzo servono in particolare ad armonizzare i percorsi del paziente oncologico cronico integrando il setting territoriale nella rete oncologica. Con questo assetto si stringe la collaborazione tra ospedali e servizi del territorio, come Case della Comunità, Ospedali di comunità e Cure palliative.
IL TIMING E IL MODELLO ORGANIZZATIVO
Le Regioni e le Province autonome recepiranno l'Accordo entro sei mesi, mantenendo la propria autonomia nell'individuare le soluzioni organizzative più idonee alle esigenze dei rispettivi territori. Nel nuovo modello organizzativo, infatti, il territorio è riconosciuto come un elemento centrale della rete oncologica e assume un ruolo attivo nella definizione dei nuovi Percorsi preventivi diagnostico terapeutici assistenziali (Ppdta). La governance sarà affidata alle reti oncologiche regionali, insieme alle strutture amministrative regionali, attraverso i Dipartimenti oncologici e in raccordo con la rete delle Cure palliative, secondo il principio delle cure simultanee.
L'accordo, fanno sapere le Regioni, definisce obiettivi strategici comuni, linee di indirizzo condivise, indicatori per monitorarne l'attuazione su tutto il territorio nazionale e un cronoprogramma da completare nell'arco di due anni. Nella prima fase sarà rafforzata la rete dei servizi territoriali e dell'assistenza multidisciplinare ai pazienti oncologici. La seconda fase completerà l’attuazione del modello con la cartella oncologica informatizzata, percorsi di cura sempre più uniformi e un sistema di monitoraggio dei risultati.
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