"No alla desertificazione dei punti nascita": presentata alla Camera la legge di iniziativa popolare
Nisini (Lega): "Pieno sostegno alla pediatria territoriale. Doveroso trovare soluzioni alle criticità presenti in tante parti d'Italia e garantire servizi adeguati per i più piccoli". Tra le misure previste anche l’estensione della guardia medica in tutta la Penisola nei fine settimana e nei festivi, sia in presenza che online
No alla desertificazione dei punti nascita, sì al servizio di guardia medica pediatrica nazionale, al momento normato per legge solo in Toscana. Ma anche nome chiare a tutela della fase di transizione dei piccoli pazienti dai centri pediatrici a quelli per adulti. Sono alcuni dei cardini sui cui si regge la proposta di legge di iniziativa popolare presentata stamani alla Camera. Insieme ad Andrea Fiori di ‘Cuore di Bimbo’, che ha promosso l’iniziativa, a Fiagop, a l’Albero delle Famiglie - in rappresentanza di più di 80 associazioni italiane - e al sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai, tra i quindici firmatari che lo scorso 23 aprile hanno depositato la proposta di legge presso la Corte di Cassazione di Roma, anche la deputata della Lega Tiziana Nisini: “Oggi - ha dichiarato la parlamentare - scriviamo una nuova pagina e il mio impegno sarà quello di accendere un faro e portare all’attenzione del Parlamento quelle che sono le criticità che riguardano i nostri giovani in ambito sanitario, soprattutto le difficoltà per l’età di transizione tra l’adolescenza e la fase adulta”.
LA PROPOSTA DI LEGGE
Obiettivo della legge è appunto garantire equità di accesso alle cure per i più piccoli in tutta Italia, anche potenziando la pediatria ospedaliera e territoriale. Cuore della proposta è l’articolo 3 che affronta appunto il tema della desertificazione dei punti nascita, prevedendo, come ha spiegato il sindaco Chiassai, “la costituzione di un team integrato che garantisca formazione e rotazione del personale offrendo sicurezza e possibilità di un futuro certo ai punti nascita sotto soglia”. Tra le misure contemplate nell'articolato, come detto, c’è inoltre l’estensione della guardia medica pediatrica su tutto il territorio nazionale nei fine settimana e nei festivi, sia in presenza che con il sostegno telematico.
"UNA NORMA DI CIVILTÀ"
“Questa è una proposta di civiltà, etica, che mi trova a favore e che mi impegno a sostenere, perché sono certa possa inserirsi in un quadro complessivo di interventi che già questo governo ha messo a terra, in termini di fondi stanziati, investimenti per personale e tecnologie e riduzione delle liste d’attesa – ha aggiunto Nirsini -. Mi metto nei panni di una famiglia già in difficoltà e stremata dalle condizioni di dolore di un figlio: credo sia doveroso trovare una soluzione a tante criticità di cui vivono oggi diversi territori dove non ci sono servizi pediatrici adeguati, penso soprattutto alle lungaggini burocratiche che possono rallentare l’assistenza e l’accesso alle cure. Bisogna dare ad ognuno non solo la possibilità di curarsi nel posto in cui vive, ma anche la possibilità di curarsi dove vuole”.
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