15 Luglio 2026

L'infermiere italiano ai vertici della ricerca mondiale

Si chiama Rosario Caruso ed è direttore della Health Professions Research and Evidence Transfer Unit dell'Irccs MultiMedica. Il riconoscimento del valore scientifico del suo lavoro arriva dalla prestigiosa classifica "Top 2% Scientists 2025" elaborata da Stanford University ed Elsevier

Di NS
Foto dal profilo Instagram di AIIAO (Associazione italiana infermieri di area oncologica)
Foto dal profilo Instagram di AIIAO (Associazione italiana infermieri di area oncologica)

“Oggi la ricerca infermieristica e delle professioni sanitarie non è più un ambito marginale della produzione scientifica biomedica; sta contribuendo in modo crescente alla letteratura internazionale su temi come la qualità delle cure, la sicurezza, la continuità assistenziale, la cronicità, l'esperienza dei pazienti, l'implementazione delle evidenze e l'innovazione organizzativa. Se si considera l'insieme delle professioni sanitarie, il contributo alla produzione scientifica indicizzata nei grandi database internazionali è ormai rilevante e in costante crescita. Il Gruppo MultiMedica e l'Università di Milano sono organizzazioni lungimiranti in tal senso, per l'attenzione che dedicano a questi aspetti". Con queste parole l’infermiere Rosario Caruso, direttore della Health professions research and evidence transfer Unit dell'Irccs MultiMedica ha salutato il traguardo che ha raggiunto, rientrando nella prestigiosa classifica internazionale dei "Top 2% Scientists 2025" elaborata da Stanford University ed Elsevier. Un posizionamento che, tra l’altro, è una conferma del valore della ricerca infermieristica svolta in Italia e il suo crescente contributo allo sviluppo dell'innovazione in sanità. Presidente dell'Associazione italiana infermieri di area oncologica (Aiiao) e professore associato dell'Università degli Studi di Milano, Caruso è ora di fatto tra i migliori scienziati del mondo, precisamente in quell’1,6% di studiosi più influenti e citati a livello mondiale nell'ambito delle Scienze infermieristiche.

L'INFERMIERE SEMPRE PIÙ PROTAGONISTA DEI PERCORSI DI CURA
La presenza di Rosario Caruso all'interno della Health professions research and evidence transfer unit dell'Irccs MultiMedica testimonia l'impegno dell'Istituto nello sviluppo della ricerca scientifica anche nell'ambito delle professioni sanitarie, un settore sempre più strategico per l'innovazione dei modelli assistenziali e il miglioramento della qualità delle cure. "Siamo particolarmente orgogliosi di questo importante risultato ottenuto dal professor Caruso, che con il suo impegno scientifico contribuisce a rafforzare il prestigio della ricerca infermieristica italiana nel panorama internazionale: un traguardo che rappresenta uno stimolo per tutti noi e per le nuove generazioni", ha sottolienato Paola Ripa, direttore del corso di laurea in Infermieristica dell'Università degli Studi di Milano presso l'ospedale San Giuseppe - Gruppo MultiMedica. "Negli ultimi decenni il ruolo dell'infermiere è profondamente cambiato: da figura dedicata all'assistenza di base è diventato un protagonista dei percorsi di cura, con competenze cliniche, educative e organizzative sempre più avanzate. Oggi partecipa attivamente alla presa in carico del paziente, lavora in équipe multidisciplinari e contribuisce, anche attraverso la ricerca, a migliorare la qualità e la sicurezza delle cure. È questa l'infermieristica che insegniamo ai nostri studenti e che vogliamo continuare a valorizzare".

 

LA RICERCA INFERMIERISTICA ITALIANA IN RAPPORTO A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI
La ricerca infermieristica ha assunto un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dei sistemi sanitari, contribuendo all'innovazione dei modelli assistenziali, alla gestione delle patologie croniche, all'educazione terapeutica, alla sicurezza delle cure e alla valutazione degli esiti clinici. Un'evoluzione che vede l'Italia sempre più protagonista. Per volumi assoluti e finanziamenti dedicati, la ricerca infermieristica svolta nel nostro Paese non compete ancora con sistemi storicamente più strutturati come Stati Uniti, Regno Unito o Cina ma, negli ultimi anni, ha consolidato una posizione di prim'ordine per qualità, rigore metodologico, efficienza scientifica e capacità di produrre contributi visibili nella comunità internazionale.

 

 

Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram