21 Luglio 2026

Liste d'attesa, 1,6 milioni di prestazioni in più entro i tempi

Il confronto del primo bollettino Agenas riguarda il semestre gennaio-giugno rispetto allo stesso periodo 2025. La tempestività migliora di due punti sia per le prime visite (78,5%) che per gli esami (84,6%). Meloni: "Risultato incoraggiante"

Di NS
Liste d'attesa, 1,6 milioni di prestazioni in più entro i tempi

C’è ancora tanto da fare, ma le norme volute dal governo per il contrasto delle liste d’attesa iniziano a dare i loro frutti. Nel primo semestre del 2026, le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate hanno erogato entro i tempi di garanzia 1,6 milioni di visite mediche ed esami in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo il bollettino diffuso da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), vanno meglio sia le prime visite (il 78,5% è fatta in tempo rispetto al 76,4% del 2025) sia gli esami diagnostici (84,6% rispetto all'82,8%).

Si accorciano, in particolare, i tempi delle visite urgenti: nel primo semestre dell’anno in corso, l'81% è stato erogato entro i tre giorni previsti dalle norme, contro il 77,7% dello stesso periodo del 2025. Lo stesso vale per le visite classificate come brevi (B): l'80,2% è stata fatta entro i 10 giorni previsti rispetto al 77,3 del 2025. Migliorano i numeri anche sugli accertamenti diagnostici: quelli urgenti garantiti entro tre giorni salgono dal 73,2% al 76,4%, mentre quelli in classe B passano dal 75,9% al 77,6%.

I numeri giungono a due mesi dal lancio della presentazione della nuova Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa, che permette di monitorare i tempi di erogazione per 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici prestati dal Ssn, attraverso strutture pubbliche e private accreditate. La tempestività dunque migliora e crescono le prenotazioni, passate da 13,3 milioni del primo semestre 2025 a 14,9 milioni della prima metà 2026. Di esse solo poco più di 30mila sono state erogate oltre i tempi richiesti nella ricetta. In crescita anche le visite nei fine settimana, che sono state 357mila (27mila in più rispetto all’anno scorso).

In dettaglio, tra le visite, quelle oncologiche conoscono la maggior percentuale di rispetto dei tempi di legge. Si tratta del 95,2% (+1% rispetto allo scorso anno). Bene anche i controlli gastroenterologici, dal 70,8% al 74,7%, e quelli pneumologici (dal 77,7% all'80,9%). Aumentano anche le viste fisiatriche nei tempi, dal 78,5% all’82,7%. Invece, tra gli esami diagnostici la colonscopia cresce dal 60,8% del 2025 al 69,8% del 2026. Migliorano anche la gastroscopia (dal 66,4% al 71,9%), la mammografia (dall'86,1% all'89%), l'ecografia della mammella (dal 78% all'81,6%), la risonanza magnetica dell'addome (dal 78,6% all'81%). In calo, invece, le risonanze magnetiche del tronco encefalico, che passano dall'83,9% all'81,9%.

Come al solito, più contrastati i dati delle singole regioni, con una situazione a macchia di leopardo. Nel confronto tra il primo semestre 2025 e lo stesso periodo di quest’anno, sulle prime visite si evidenzia un andamento positivo nella maggior parte dei territori: sette confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025; due Regioni, Liguria e Lombardia, migliorano significativamente rispetto al primo semestre 2025; tre Regioni, pur mantenendo percentuali del rispetto dei tempi inferiori al 80%, presentano comunque miglioramenti (Emilia Romagna, Piemonte, Pa di Bolzano). Alcune Regioni presentano peggioramenti rispetto al corrispondente periodo del 2025, come Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento. Permangono percentuali di rispetto dei tempi ancora inferiori al 70% in 5 Regioni, pur con segnali di inversione di tendenza, come in Friuli Venezia Giulia, in Puglia e in Umbria.

Pure rispetto agli esami diagnostici, la maggior parte delle autonomie mostra buoni risultati. In particolare, 10 Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025, superiore al 80%; 2 Regioni, Liguria e Lombardia, migliorano nettamente rispetto al primo semestre 2025; la Regione Friuli Venezia Giulia passa dal 76,1% al 80,4%; 4 Regioni, pur mantenendo percentuali del rispetto dei tempi inferiori al 80%, presentano comunque miglioramenti (Provincia di Trento, Puglia, Sardegna, Umbria). Alcuni territori che avevano percentuali inferiori al 80% presentano peggioramenti rispetto al corrispondente periodo del 2025, come Abruzzo, Sicilia e Valle d'Aosta.

Il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, ha commentato i numeri del bollettino con toni positivi: “I miglioramenti più significativi riguardano le prestazioni con i codici di priorità urgente (3 giorni) e breve (10 giorni), e questo è un dato molto positivo. Segnali di recupero li rileviamo anche in quegli esami e visite che spesso presentano le maggiori criticità, come mammografie, colonscopie e prime visite gastroenterologiche". Poi ha aggiunto: "Naturalmente resta ancora molta strada da percorrere, ma oggi disponiamo di strumenti che non avevamo e di un piano di azione chiaro". Inoltre "Agenas sta lavorando con ogni singola Regione, in un rapporto di collaborazione e confronto continuo. È questo a mio avviso l'aspetto più importante per il governo delle liste d'attesa: coinvolgere tutti gli attori del sistema nel perseguimento di un obiettivo comune e avanzare nella stessa direzione".

I numeri comunque hanno consentito al governo di esultare. E la premier Giorgia Meloni in persona ha detto via social: “Ridurre le liste d'attesa è una delle sfide più importanti per la nostra sanità. I primi dati” comunicano “che siamo sulla strada giusta”. Secondo la premier “è un risultato incoraggiante, frutto del lavoro avviato con la riforma sulle liste d'attesa". Meloni poi ha aggiunto: “Sappiamo bene che c'è ancora molto da fare e che troppi cittadini aspettano ancora troppo per una prestazione sanitaria. Per questo continueremo a lavorare con determinazione, insieme alle Regioni, per garantire tempi sempre più rapidi e un servizio sanitario più efficiente".

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha chiosato parlando di “dato positivo” e ha aggiunto tuttavia che “il dato che mi piace di meno riguarda la diseguaglianza dell'offerta nella presa in carico dei pazienti tra Regione e Regione. Su questo bisogna lavorare, ma credo che finalmente avere un metodo scientifico che ho voluto fortemente, cioè misurare ciò che avviene nella sanità pubblica e nelle liste d'attesa, sia importante perché abbiamo lo strumento che ci permette, se c'è la volontà, di migliorare”.

 

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