Vacanze in salute: ecco il kit da viaggio per le mete fredde
Dai farmaci essenziali alla protezione da sole e zecche: su Nursind Sanità i suggerimenti dell'esperto per andare in montagna senza preoccupazioni
Per i turisti che sempre più affollano le montagne italiane e straniere in cerca di refrigerio in estate, non mancano i suggerimenti per partire con i prodotti giusti e visitare le vette con la consapevolezza degli eventuali rischi. Nel kit sanitario da viaggio del viaggiatore di alta quota, oltre ai farmaci abitualmente assunti per le patologie di cui si è affetti, anche quelli di uso comune che normalmente si tengono nell'armadietto delle medicine di casa per far fronte a indisposizioni passeggere.
Si parla in questo caso di antipiretici, analgesici e antinfiammatori utili per gestire un improvviso mal di testa, un mal di denti o una linea di febbre. “Non è necessario esagerare con le quantità o con la varietà dei prodotti, ma è fondamentale disporre dell'immediata reperibilità di un principio attivo in grado di abbassare la temperatura corporea o di controllare un dolore acuto senza dover cercare una farmacia”, spiega a Nursind Sanità Andrea Rossanese, presidente della Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni (Simvim).
LA PROTEZIONE DA SOLE E INSETTI
In montagna non bisogna sottovalutare l'intensità del sole, reso ancora più forte dalla minore schermatura atmosferica dovuta all'altitudine più elevata. È necessario quindi mettere nel kit creme ad alta protezione. Solo dopo che la pelle ha assorbito il filtro solare, è bene cospargere le parti scoperte del corpo con repellenti anti zanzare che contengano sostanze come il Deet, in concentrazione attorno al 50%, l'Icaridina, al 30%, e la Pmd tra il 20% e il 30%. I cambiamenti climatici vedono, fra le varie conseguenze, anche la comparsa degli insetti in alta quota. La frequenza di applicazione del repellente non segue una regola fissa, in quanto dipende da variabili ambientali e personali quali il vento, la temperatura o il sudore. “Il criterio più pratico da seguire suggerisce di spruzzare nuovamente il prodotto non appena si nota che gli insetti ricominciano a ronzare nelle vicinanze”, consiglia Rossanese.
ALTOLÀ ALLE ZECCHE
Un rischio concreto nei boschi è rappresentato dal morso della zecca che può trasmettere la Tbe o encefalite. Per difendersi, occorre indossare un abbigliamento adeguato: pantaloni lunghi e maglie coprenti ed evitare di camminare tra la vegetazione in pantaloncini corti. “Un accorgimento pratico consiste nell'infilare l'orlo dei pantaloni all'interno dei calzini, impedendo così alle zecche di risalire lungo le gambe da sotto il tessuto. Sui capi di abbigliamento esterni, in particolare su scarponi, calze e pantaloni, si possono applicare insetticidi a base di piretroidi come la permetrina. L'impregnazione dei tessuti con questa sostanza va effettuata prima della partenza e garantisce una protezione che resiste anche a diversi lavaggi”.
COSA FARE IN CASO DI PUNTURA DI ZECCA
Al rientro da ogni escursione, è fondamentale ispezionare accuratamente tutto il corpo, possibilmente facendosi aiutare da un'altra persona per controllare le zone non visibili autonomamente, come la schiena, la base del collo, dietro le orecchie e l'attaccatura dei capelli. “Se si individua una zecca – avverte l’esperto –, la si deve rimuovere tempestivamente utilizzando gli appositi strumenti estrattori disponibili in farmacia o delle pinzette sottili. Bisogna afferrare il parassita alla base, vicino alla pelle, e tirare verso l'alto esercitando una leggera trazione costante e un delicato movimento rotatorio, come per svitare una lampadina. Se il rostro della zecca dovesse rompersi e rimanere all'interno della cute, non bisogna allarmarsi né recarsi al pronto soccorso, poiché il corpo estraneo verrà espulso naturalmente dalla pelle nel giro di pochi giorni; sarà sufficiente disinfettare localmente la zona. Non ha senso eseguire esami del sangue immediati dopo il morso, in quanto eventuali agenti patogeni necessitano di tempo per svilupparsi e non sarebbero rilevabili nell'immediato”.
ALTA QUOTA
Per i viaggiatori che intendono recarsi in località situate a quote molto elevate, come le Ande, le catene montuose del Nepal o il Kilimangiaro, “è indispensabile effettuare un colloquio preventivo con un medico esperto in medicina dei viaggi. In queste situazioni specifiche occorre valutare attentamente le modalità di acclimatamento e l'eventuale necessità di assumere farmaci specifici per la prevenzione del male acuto di montagna, pianificando con cura ogni aspetto della spedizione per evitare gravi complicanze legate all'altitudine”.
Leggi anche:
Vacanze in salute: ecco il kit da viaggio per le mete calde
Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram