29 Luglio 2026

Case di comunità, "Una legge delega per rendere permanenti gli investimenti del Pnrr"

La proposta arriva dal ministro Schillaci che annuncia anche più risorse in manovra per la salute mentale. E sulla crescita della sanità privata accreditata: "Aumentata meno del finanziamento complessivo del Ssn"

Di NS
Case di comunità, "Una legge delega per rendere permanenti gli investimenti del Pnrr"

Sempre più spinta all’assistenza territoriale. È l’obiettivo cui punta il ministro della Salute, Orazio Schillaci, convinto che le “Case di comunità non saranno scatole vuote”. E, soprattutto, che il territorio, a sua volta, non sia solo Cdc, come ha sottolineato oggi in Aula alla Camera durante il question time.

 

LA PROPOSTA DI UNA LEGGE DELEGA
“Telemedicina, assistenza domiciliare, i target europei sono già stati raggiunti, e verificati dalla Commissione europea”, ha sottolineato. Per poi annunciare la proposta avanzata in Cdm: “E per dare stabilità a tutto questo, ho proposto al Consiglio dei ministri una legge delega che riorganizza l’assistenza territoriale e quella ospedaliera. Perché gli investimenti del Pnrr diventino una riforma permanente”. Convinto che “in queste giornate di gran caldo, le Case della Comunità sono già diventate un punto sicuro per gli anziani e per i più fragili”. Ora, “il compito è non fermarsi, far conoscere questo modello”, ha concluso Schillaci, annunciando “una campagna di informazione, perché ogni cittadino sappia che questo punto di riferimento, oggi, esiste”. 

"UN ULTERIORE FINANZIAMENTO DEL PIANO SALUTE MENTALE IN MANOVRA"
Ma il ministro ha annunciato “nuove proposte” già allo studio “per la prossima legge di Bilancio” anche sulla salute mentale, tema molto delicato, “un’emergenza silenziosa, che attraversa soprattutto le nuove generazioni” con una media giornaliera di “più di millesettecento persone” che ogni giorno “si rivolgono al pronto soccorso per un disturbo psichiatrico”. Nel dettaglio, ha spiegato Schillaci, proposte a partire da un ulteriore finanziamento del Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030. “Le risorse sono già cospicue, credo che possiamo ampliarle ulteriormente per rafforzare ancora i servizi, proprio per le persone più fragili”. Mentre “è in dirittura d’arrivo l’iter del decreto che ripartisce quelle risorse (ottanta milioni già quest’anno, e stanziamenti crescenti nei prossimi anni) tra le Regioni. Il criterio è chiaro - ha aggiunto -: seguire i bisogni dei territori e ridurre le disuguaglianze tra di loro”.

SANITÀ PUBBLICA VERSUS SANITÀ PRIVATA
In aula il titolare del dicastero di Lungotevere Ripa ha infine sottolineato che “utilizzare la crescita della sanità privata come prova di un arretramento del Servizio sanitario nazionale alimenta slogan, ma non trova riscontro nei dati”. E che bisogna sempre distinguere tra “la spesa sostenuta direttamente dai cittadini, la sanità integrativa e il privato accreditato, che opera all’interno del Servizio sanitario nazionale e concorre all’erogazione dei livelli essenziali di assistenza”. Quindi, Schillaci ha affermato da un lato che “la spesa destinata al privato accreditato è cresciuta significativamente meno del finanziamento complessivo del Servizio sanitario nazionale” e dall’altro che “negli ultimi anni il finanziamento del Servizio sanitario nazionale è cresciuto costantemente”.

UN PO' DI CIFRE
“Tra il 2023 e il 2026, l’incremento complessivo è stato di circa 14 miliardi di euro”, ha dichiarato il ministro. Per poi concludere: “Non siamo di fronte a un disimpegno dello Stato, ma a un investimento strutturale: 500 milioni di euro per la prevenzione e nuove risorse per la salute mentale, le dipendenze e le comunità terapeutiche”.

 

 

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