Infermieristica, risalgono le domande ma la partita non è vinta
Le candidature aumentano del 16,4% rispetto allo scorso anno, tuttavia il rapporto con i posti disponibili sale appena sopra l'uno a uno. Fnopi: "Un ottimo lavoro sull'offerta formativa". Nursind prudente: "Sull'attrattività molto da fare. In più rimane il problema della mancata selezione del personale"
Tornano a salire le domande di ammissione a Infermieristica. Un’inversione di tendenza sancita dai numeri, quelli elaborati dal professore Angelo Mastrillo, docente in Organizzazione delle professioni sanitarie all’Università di Bologna, che induce a tirare un sospiro di sollievo. Ma è effettivamente così? Il bicchiere, insomma, è mezzo pieno o mezzo vuoto? Dipende, come sempre, dalla prospettiva. E così, se è vero che le candidature sono in aumento del 16,4% rispetto allo scorso anno (con un +17% al Nord, +18% al Centro e +13% al Sud), è altrettanto vero che il rapporto tra queste ultime e i posti disponibili è solo di poco sopra l’uno (da 0,92 a 1,06). Una soglia salutata comunque positivamente dalla Fnopi.
I NUMERI
Ma partiamo dai dati, appunto. Una cosa è certa: saranno 22mila gli studenti che parteciperanno al test per accedere al corso di laurea abilitante in Infermieristica, per cui sono stati messi a bando 20.672 posti (+263 posti rispetto al 2025). Il 16 settembre si terranno le prove in lingua italiana e il giorno successivo quelle per chi ha scelto la lingua inglese.
Un’importante ripresa, dal punto di vista della Federazione, visto che se nel 2025 le candidature si erano attestate a 18.836 su 20.409 posti, nel 2026 se ne contano 3.071 in più, per un incremento del 16.3%.
LA DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
Il numero di adesioni ai test è aumentato in tutta Italia, ma analizzando i dati regionali emerge che la ripresa percentuale ha riguardato soprattutto le università del Nord, dove le domande sono passate da 6.225 del 2025 a 7.437 del 2026, per un aumento del 19.5%. Tiene il Centro Italia grazie al passaggio da 4.323 candidature a 5.102. Il maggior volume di domande rispetto ai posti messi a bando si rileva al Sud e nelle Isole. Gli studenti che tenteranno il test sono oggi 9.368 rispetto agli 8.288 del 2025: +13%. Il rapporto domande /posti si conferma quindi il più alto d'Italia, crescendo al Meridione da 1,5 a 1,67. Alla “Federico II” di Napoli, ad esempio, su 510 posti a disposizione le domande sono state il doppio. Ma anche al Nord, all’Università del Piemonte Orientale, si registra un incoraggiante +44% di iscrizioni ai test pervenute in segreteria rispetto allo scorso anno.
C’E CHI ESULTA…
Numeri che fanno parlare la Fnopi di “ottimo lavoro svolto per far conoscere al meglio l'offerta formativa e le nuove opportunità di carriera, nel solco della riforma accademica in atto". Secondo la Federazione, guidata da Barbara Mangiacavalli, l'"inversione di tendenza è un segnale positivo, che ci auguriamo persista per più cicli e si attesti in modo uniforme su tutto il territorio. Si raccolgono così i frutti delle importanti riforme avviate con i ministeri della Salute e della Università e Ricerca, che hanno riconosciuto la necessità di consolidare il ruolo degli infermieri a tutti i livelli".
E CHI RESTA PRUDENTE
Più prudente invece il sindacato Nursind: “Ci fa piacere che le domande a Infermieristica quest’anno siano in aumento del 16,4% rispetto allo scorso anno (con un +17% al Nord, +18% al Centro e +13% al Sud), ma il rapporto tra candidature e posti disponibili che si attesta poco sopra l’uno impone prudenza”, ha sottolineato il segretario nazionale Andrea Bottega, commentando i dati raccolti da Angelo Mastrillo. “Rispetto all’anno scorso, in cui la novità del semestre filtro aveva prodotto uno spostamento delle domande verso Medicina, infatti, oggi ritorniamo semplicemente ai valori di tre anni fa. Di fatto, quindi, la battaglia dell’attrattività della professione è tutt’altro che vinta”.
Secondo Bottega, inoltre, un altro fattore non trascurabile è poi proprio “la distribuzione geografica delle domande. Dai dati di quest’anno, emerge chiaramente come al Sud ci siano circa 3.700 candidature in più rispetto ai posti disponibili, mentre il Centro e il Nord restano sotto di un migliaio di unità, lasciando apertissimo un problema serio quale quello della selezione del personale che, è del tutto evidente, si rende impossibile visto l’esiguo gap tra domande e posti”.
Il Nursind sposa infine un approccio prudente anche in prospettiva: “Occorrerà vedere poi quanti abbandoni ci saranno, dal momento che purtroppo si attestano su percentuali alte (25-30%). Senza contare che sono davvero pochi gli infermieri che resistono nel Ssn fino a fine carriera e non cercano alternative all’estero, nel privato o addirittura verso altre professioni. E sono una sparuta minoranza pure quelli che tengono duro fino a 67 anni e non approfittano di scivoli per una pensione anticipata. Una tendenza che siamo i primi ad auspicare possa essere invertita perché ne va della sicurezza dei pazienti, oltre che del benessere psicofisico dei professionisti stessi”.
L'AUSPICIO
“L’auspicio, infine, è che Infermieristica possa avere la stessa attrattività di professioni quali Fisioterapia. Ma perché ciò accada bisogna che le istituzioni facciano la loro parte, lavorando innanzitutto sulle remunerazioni anche come forma di risarcimento sociale per la categoria. È questa la vera leva - ha concluso il segretario del Nursind - che potrà attrarre nuovi infermieri, prerequisito per poter finalmente ridiscutere anche le attuali condizioni di lavoro”.
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