17 Settembre 2026

"Occorre un Fondo aggiuntivo per la salute"

Da affiancare al finanziamento ordinario del Ssn. La proposta arriva dalla Fnomceo alle Regioni. I dettagli

Di NS
"Occorre un Fondo aggiuntivo per la salute"

La richiesta lanciata dalle Regioni in Parlamento, durante le audizioni nell’ambito dell'indagine conoscitiva sull'attuazione dei Lea, non è rimasta confinata a Montecitorio. Ad accoglierla e rilanciarla è stata infatti oggi la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) che propone un Fondo nazionale di solidarietà per la salute, aggiuntivo rispetto al finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale, per contrastare i divari territoriali e garantire a tutti i cittadini pari opportunità di cura.
L’iniziativa, che Fnomceo mette sul tavolo delle Regioni per aprire una nuova fase di confronto sul futuro del Servizio sanitario nazionale, arriva appunto dopo le parole pronunciate dall’assesore alla Sanità della Regione Emilia Romagna e coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Massimo Fabi, che ha richiamato la necessità di incrementare il Fondo sanitario nazionale sulla base del reale fabbisogno sanitario, evidenziando il divario tra la spesa stimata e il finanziamento disponibile e la mancanza, negli anni successivi al 2026, di continuità nell’incremento delle risorse.

L'ASSE CON LE REGIONI
“Condividiamo queste preoccupazioni e riconosciamo molti punti di contatto con quanto sosteniamo da tempo. Professione medica e Regioni, pur con ruoli e responsabilità differenti, vivono ogni giorno le conseguenze della scarsità delle risorse, delle carenze di personale e dell’aumento dei bisogni assistenziali. È arrivato il momento di trasformare questa convergenza in una proposta comune per il futuro del Servizio sanitario nazionale”, ha sottolineato il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, che ha scritto stamani sia a Fabi che al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, per individuare punti di contatto e strategie comuni da sottoporre al Governo e al Parlamento.

RISORSE TARATE SUI BISOGNI REALI
Tra i temi sui quali costruire il confronto, la Federazione indica innanzitutto il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e il superamento delle disuguaglianze territoriali. “Le risorse devono essere distribuite sulla base degli effettivi bisogni di salute – ha continuato Anelli -considerando non soltanto la popolazione residente, ma anche l’invecchiamento, la povertà, la deprivazione sociale, la mortalità, la presenza di aree interne, montane e insulari e le concrete difficoltà di accesso ai servizi. Trattare allo stesso modo territori profondamente diversi non produce uguaglianza: rischia, al contrario, di consolidare le disuguaglianze. L’uniformità dei diritti richiede una distribuzione delle risorse capace di sostenere maggiormente le comunità nelle quali il diritto alla salute è più difficile da rendere effettivo”.

LA PROPOSTA DEI MEDICI
È in questa prospettiva che si inserisce la proposta di un Fondo nazionale di solidarietà per la salute, aggiuntivo rispetto al finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale. “Il Fondo - ha spiegato il numero uno Fnomceo - dovrebbe finanziare programmi verificabili per recuperare i divari: personale, medicina generale, assistenza di prossimità, riduzione delle liste d’attesa, servizi nelle aree interne e sostegno ai pazienti e alle famiglie costrette a spostarsi per ottenere le cure. Non si tratta di coprire inefficienze, ma di rendere concreto il principio di solidarietà nazionale, legando le risorse a risultati misurabili in termini di equità, accessibilità e qualità”.

 

 

 

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