02 Ottobre 2026

Mesotelioma, "Basta discrezionalità e burocrazia. Tutele immediate per i pazienti"

Arriva la proposta di legge L'Abbate (M5s) che punta al riconoscimento dell'invalidità totale nella misura del 100%, dell'indennità di accompagnamento e della condizione di disabilità grave a decorrere dalla diagnosi

Di Pa.Al.
Mesotelioma, "Basta discrezionalità e burocrazia. Tutele immediate per i pazienti"

È considerata una malattia del lavoro e del progresso industriale ed è responsabile di circa 1.500 decessi l’anno in Italia, secondo i dati Inail-Iss. E le nuove diagnosi, guardando agli ultimi dati del 2024 a cura tra gli altri di Aiom, marciano intorno alle 1.779, di cui 1328 solo tra gli uomini. Sono questi i numeri del mesotelioma maligno, una neoplasia rara figlia della civiltà dell’amianto e, purtroppo, senza cura. Ma soprattutto un cancro che da quando viene diagnosticato lascia davvero pochi margini di sopravvivenza: raramente si superano i 24 mesi.

IL FATTORE TEMPO E NON SOLO
I tempi, appunto, sono un fattore centrale per chi scopre di essere affetto da mesotelioma. Così come la certezza delle tutele. È proprio da questo presupposto che prende le mosse la proposta di legge a prima firma Patty L’Abbate, deputata del Movimento cinque stelle: “Il mesotelioma - sottolinea - non aspetta i tempi della burocrazia. Vogliamo restituire ai pazienti e alle loro famiglie un tempo prezioso che deve essere dedicato alla cura, agli affetti e alla dignità, non alle procedure amministrative”.
Ma sempre a proposito di tempi, la sabbia nella clessidra della legislatura è ormai agli sgoccioli. “È vero, ma questo non significa che in questi mesi che abbiamo davanti bisogna stare fermi - dice a Nursind Sanità la deputata pentastellata -. C’è spazio per un ampio consenso tra i colleghi proprio alla luce della delicatezza e dell’importanza del tema, che non è affatto divisivo. E poi è importante sensibilizzare l’opinione pubblica che, a sua volta, è una leva importantissima in grado di orientare le scelte politiche”.

COSA PREVEDE LA NORMATIVA VIGENTE 
Ad oggi il punto di riferimento per le malattie tumorali è la legge 80 del 2006, secondo cui l’accertamento dell’invalidità civile e dell’handicap riguardante soggetti affetti da patologie oncologiche viene effettuato dalle commissioni mediche entro quindici giorni dalla domanda dell’interessato.

IL NODO DA SCIOGLIERE
Una disposizione, come sottolinea la relazione tecnica della pdl, che seppur meritoria, “incide unicamente sui tempi del procedimento e non sul suo esito: la percentuale di invalidità continua a essere oggetto di apprezzamento discrezionale della commissione; il termine decorre dalla presentazione della domanda e non dalla diagnosi; e l’indennità di accompagnamento resta subordinata a un autonomo e ulteriore accertamento della non autosufficienza”. La legge L’Abbate, invece, punta proprio a “colmare la lacuna che priva il malato di mesotelioma di una tutela immediata, certa e non discrezionale nel momento più drammatico della sua esistenza”.

IL CUORE DELLA PROPOSTA
Vanno in questa direzione gli articolo 2,3 e 4 del testo disponendo che il riconoscimento dell’invalidità civile totale e permanente nella misura del 100 per cento e, a seguire, dell’indennità di accompagnamento e dello stato di handicap ai sensi della legge 104 siano automatici, a decorrere dalla diagnosi. Con conseguente, come previsto all’articolo 5, erogazione delle prestazioni economiche da parte dell’Inps a decorrere “dal primo giorno del mese successivo a quello della diagnosi”.

ADDIO DISCREZIONALITÀ SULL’ACCERTAMENTO DELL’INVALIDITÀ
Ma è l’articolo 6 che offre ai pazienti affetti da mesotelioma la certezza dell’assistenza, sottraendo tutte le forme di tutela alla discrezionalità delle commissioni. Sarà sufficiente, infatti, la certificazione della diagnosi da parte di una struttura ospedaliera pubblica o accreditata con il Ssn.

IL REBUS RISORSE
E veniamo ai costi che comporta l’attuazione della legge. L’articolato rimanda al Fondo vittime amianto. Considerato l’ultimo stanziamento previsto nella manovra 2024, parliamo però di 20 milioni l’anno per il triennio 24-26. Sono sufficienti, considerando tra l’altro che le prestazioni, come recita l’articolo 7, si aggiungono e non si sostituiscono alle tutele già previste e in parte finanziate proprio da questo Fondo? L’Abbate non ha dubbi: “È una questione di modello economico da ripensare, ponendo al centro la sostenibilità sociale. In questa chiave - conclude la deputata M5s - tra un sostegno alle persone in difficoltà, che avrebbe subito effetti concreti sulle loro vite, e il finanziamento di un ponte sullo stretto, che probabilmente tornerà utile solo al governo in carica e non vedrà mai la luce, non ho dubbi su quale sia la priorità”.

 

La pdl

 

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