05 Ottobre 2026

Dpfp: scontro sulla spesa sanitaria inchiodata al 6,3% del Pil

Il Documento programmatico di finanza pubblica delinea un tendenziale sui prossimi anni che attende però gli interventi della legge di Bilancio. Opposizioni scatenate, ma il governo punta sull'assistenza di territorio

Di U.S.V.
Dpfp: scontro sulla spesa sanitaria inchiodata al 6,3% del Pil

La coperta si sta facendo più corta del previsto. Al netto della clausola di salvaguardia nazionale concordata con la Commissione Ue, che però riguarda i settori difesa ed energia, è davvero stretto il corridoio finanziario lungo il quale il governo dovrà far marciare le misure della prossima legge di Bilancio. Ogni provvedimento dovrà trovare le giuste coperture e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non fa che predicare prudenza in un frangente, come l’attuale, di instabilità geopolitica ed economica, inflazione galoppante, tassi in salita e, per l’Italia, debito pubblico non ancora sulla giusta china.

Ecco che il Dpfp (Documento programmatico di finanza pubblica) fa atto di realismo sul fronte sanitario e le tabelle proiettano sui prossimi anni quella fatidica percentuale, senza incrementi, che scatena subito le polemiche. A legislazione vigente, infatti, la spesa sanitaria rimane inchiodata al 6,3% del Pil nominale nel triennio 2027-2029, flettendo dal 6,4% di quest’anno. Una soglia non certo entusiasmante cui fa da contraltare un esborso in termini assoluti che cresce dai 148,8 miliardi del 2026 ai 151,6 dell’anno prossimo, fino ai 160 miliardi del 2029.

Le opposizioni hanno gioco facile nel rinfacciare che il governo “trova 14 miliardi da mettere sulle armi di spesa aggiuntiva. È una follia”, attacca il leader M5s Giuseppe Conte. Mentre la segretaria del Pd Elly Schlein fissa la sua asticella: “Se vincerà la destra porterà al 5% del Pil la spesa militare, se vinceremo noi porteremo al 7% la spesa sanitaria”. Le elezioni si avvicinano e il sistema salute è già materia incandescente da campagna elettorale. Naturalmente, vedremo se e come il quadro programmatico cambierà i saldi e quanti danari la manovra stanzierà rispetto ai 5 miliardi e oltre chiesti al Tesoro dal ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Il Dpfp, intanto, riepiloga gli impatti sul Ssn del Piano nazionale di ripresa e resilienza e fissa obiettivi ulteriori per il rafforzamento della sanità pubblica. Innanzitutto cita la progressiva l’integrazione tra ospedale e territorio, la definizione di standard per le strutture di prossimità, il potenziamento della formazione e la sottoscrizione dell’Accordo collettivo stralcio per garantire la presenza dei medici di medicina generale nelle Case della comunità. Non mancano gli investimenti per la transizione digitale del sistema salute e il recente aggiornamento dei Lea.

Il documento fa notare come “il prolungamento inappropriato della degenza ospedaliera rappresenti una delle criticità organizzative dei sistemi sanitari contemporanei, contribuendo a un utilizzo inefficiente dei posti letto, al sovraffollamento ospedaliero e alla riduzione dell’accessibilità ai ricoveri”. E aggiunge che “il rischio di prolungamento della degenza risulta influenzato dalle caratteristiche dei pazienti e dalle modalità del percorso assistenziale, in particolare legate all’integrazione tra ospedale e servizi territoriali, individuando in questo ambito possibili aree di intervento per migliorare la continuità assistenziale”.

Ma poi il Dpfp evidenzia come stia proseguendo “il percorso di potenziamento del sistema di monitoraggio della spesa sanitaria e di valutazione delle performance dell’assistenza sanitaria resa dalle Regioni”. E “ulteriori progressi si rilevano, infine, nello sviluppo e riordino degli strumenti per la sanità integrativa, l’assistenza e la non autosufficienza, tra cui il miglioramento della vigilanza dei fondi sanitari e le misure per l’assistenza a lungo termine”. In particolare, “nell’ambito dell’implementazione degli strumenti per la sanità integrativa” il cosiddetto “Cruscotto dei fondi sanitari integrativi permetterà la rilevazione e la classificazione univoca delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie erogate dai fondi iscritti all’Anagrafe del ministero della Salute, dei relativi costi e delle categorie di beneficiari”.

Accanto al Documento programmatico il Cdm ha approvato la Relazione al Parlamento sullo scostamento di bilancio: qui l’unico riferimento alla sanità riguarda l’impegno del governo per l’efficientamento energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che dovranno riguardare anche gli edifici e le strutture del Ssn. La battaglia, che ora si sposta sui numeri della manovra, sarà certamente durissima.   


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