Manovra e sanità, "Destiniamo 450 milioni alle assunzioni"
Il ministro Schillaci in Aula alla Camera insiste: "Trattenere medici e infermieri una priorità assoluta". I tagli invisibili? "Uno scenario ipotetico"
"Con la legge di Bilancio 2026 abbiamo destinato 450 milioni alle assunzioni e circa 350 alle indennità, oltre alle risorse già vincolate nel Fondo. Trattenere i nostri medici e i nostri infermieri è una priorità assoluta che perseguiamo anche nella prossima legge di Bilancio”. Sono le cifre messe in fila in Aula alla Camera dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante il question time.
I TAGLI INVISIBILI DENUNCIATI DAL GIMBE
Non gli unici numeri che ha snocciolato, in realtà. Il titolare del dicastero di Lungotevere Ripa, infatti, si è tolto più di qualche sassolino dalla scarpa confutando tanto per cominciare i tagli invisibili denunciati dal Gimbe. “Quei 18,8 miliardi non compaiono nei bilanci, non sono risorse sottratte alla sanità, è la distanza da uno scenario ipotetico, costruito tenendo fermo il rapporto fondo-PIL del 2022 Se uno cambiasse l'anno di riferimento cambierebbe la cifra”, ha rimarcato. E poi ancora: “I dati ci dicono che tra il 2022 e il 2026 il Fondo sanitario è cresciuto di 17,5 miliardi, ha raggiunto 143 miliardi”.
LA RINUNCIA ALLE CURE TRA AUTOPERCEZIONE E PROBLEMA REALE DELLE LISTE D'ATTESA
Anche riguardo ai 5,8 milioni di persone che rinuncerebbero alle cure, ha aggiunto, “sarebbe bastato chiedere che cosa misura davvero quel numero. È una stima ottenuta applicando all'intera popolazione il 9,9 per cento rilevato da un campione Istat basato sull’autopercezione degli intervistati. Non è una fotografia, è un collage che mette insieme cause molto diverse fra loro”.
“Attenzione - ha poi chiosato il ministro sul tema -, non lo dico per negare le liste d'attesa, che sono un problema reale e sul quale continuiamo a intervenire e per le quali chiediamo insieme alle Regioni di aumentare l’impegno”.
LA PIÙ ALTA SPERANZA DI VITA IN UE
Infine Schillaci ha ricordato: “Il nostro Servizio sanitario è universalistico, spendiamo meno della media europea ma garantiamo agli italiani la speranza di vita più alta dell'Unione Europea, 84,2 anni, con una mortalità evitabile tra le più contenute. Spendiamo meno e viviamo di più. E in molti, fuori dai nostri confini, ce lo riconoscono come modello da seguire”.
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