19 Ottobre 2026

Disturbi del neuro sviluppo, "Investire sui terapisti per rafforzare prevenzione e presa in carico"

Il presidente della commissione Albo Tnpee Bonifacio: "Il problema non è l’attrattività ma la programmazione”. Il corso di laurea in Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva è infatti tra i primi cinque in Italia per rapporto tra domande e posti disponibili. Tutte le sfide della professione

Di NS
Disturbi del neuro sviluppo, "Investire sui terapisti per rafforzare prevenzione e presa in carico"

Una presa in carico più precoce, continuativa e vicina agli ambienti di vita del bambino. È questa una delle indicazioni emerse dal 2° Congresso della Commissione di albo nazionale dei Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (Tnpee), che si è svolto a Roma.
Al centro della giornata, il tema dei nuovi bisogni di salute dei bambini e delle loro famiglie, ma anche la necessità di ripensare i modelli organizzativi e assistenziali alla luce della crescente complessità dei disturbi del neurosviluppo, delle malattie rare e delle condizioni che richiedono interventi sempre più precoci e personalizzati. Un’evoluzione che coinvolge direttamente il ruolo del TnpeeE, chiamato a integrare competenze cliniche, ricerca, formazione e innovazione tecnologica.

LA CRESCITA DEI BISOGNI DI CURA TRA I BAMBINI E LE RICHIESTE DEI PROFESSIONISTI
Tra le richieste portate all’attenzione delle istituzioni una formazione post-base qualificata e riconosciuta, un pieno accesso ai percorsi accademici di secondo livello e una presenza omogenea dei Tnpee nei servizi territoriali, nelle Cure primarie e nelle Case di comunità.
L’aumento dei disturbi del neurosviluppo, la maggiore complessità dei quadri clinici e la possibilità di arrivare a diagnosi più precoci richiedono percorsi capaci di accompagnare il bambino nel tempo, senza frammentare gli interventi. A questo si aggiunge la presenza di un numero crescente di bambini con condizioni rare, per i quali la diagnosi eziologica può richiedere tempi lunghi e percorsi altamente specialistici. Proprio per questo, la valutazione funzionale e la sorveglianza dello sviluppo possono assumere un ruolo decisivo anche prima che sia disponibile una diagnosi definitiva. È in questa prospettiva che il Tnpee si inserisce nel lavoro dell’équipe multidisciplinare, attraverso il monitoraggio dello sviluppo, l’identificazione precoce dei segnali di rischio e la definizione del profilo funzionale del bambino.

UNA PROFESSIONE ATTRATTIVA IN UN SISTEMA CARENTE SULLA PROGRAMMAZIONE
"La necessità di rafforzare la presenza dei Tnpee nei servizi si confronta però con un altro dato: la professione continua a essere fortemente attrattiva per i giovani, mentre il sistema non sembra ancora riuscire a programmare adeguatamente il numero di professionisti necessari". A sottolinearlo è stato Andrea Bonifacio, presidente della Commissione di albo nazionale dei Tnpee e responsabile scientifico del Congresso.

 

IL CORSO DI LAUERA E LE DOMANDE DI AMMISSIONE IN CRESCITA
A confermare l’attrattività della professione sono anche i dati richiamati durante il Congresso: al test di ammissione di settembre, il corso di laurea in Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva è risultato tra i primi cinque in Italia per rapporto tra domande e posti disponibili, con 1.251 domande a fronte di 460 posti, in crescita del 46,5% rispetto all’anno precedente. Anche sul fronte occupazionale il Tnpee si colloca ai vertici: a un anno dalla laurea, il tasso di occupazione è oltre l’85%. "È una consuetudine che si ripete: i giovani ci scelgono e il sistema li assorbe immediatamente, perché c'è un bisogno di salute che li aspetta", ha osservato Bonifacio. Da qui il paradosso: "Il problema, allora, non è l'attrattività ma la programmazione: continuiamo a respingere centinaia di ragazzi motivati mentre nei servizi mancano Tnpee e le liste d'attesa ritardano proprio quegli interventi precoci che fanno la differenza".

FORMAZIONE, RICERCA E INNOVAZIONE: LE SFIDE DELLA PROFESSIONE
Formazione, ricerca e innovazione rappresentano le vere sfide della professione. "Come Commissione di albo nazionale lavoriamo su quattro fronti che stanno insieme:  formazione avanzata e accesso ai percorsi accademici di secondo livello, una cultura della ricerca che ci veda produttori di dati e non solo utilizzatori, un'innovazione promossa ma anche governata, la costruzione di rete con i servizi e con l'Università», ha spiegato. La ricerca, in particolare, è stata indicata come uno degli ambiti nei quali il ruolo dei terapisti deve evolvere

 

LA PRIORITÀ DI INTEGRARE DIMENSIONE CLINICA E MODELLI DI LAVORO INNOVATIVI
"Dalle malattie rare ai disturbi del neurosviluppo, i bisogni di salute in età evolutiva sono sempre più complessi. Per questo servono risposte rapide, capaci di adattarsi e di mettere insieme competenze diverse", ha poi sottolineato Diego Catania, presidente della Fno Tsrm e Pstrp: Catania. Per poi evidenziare come la sfida sia riuscire a integrare la dimensione clinica con modelli di lavoro innovativi, utilizzando anche le possibilità offerte dalla tecnologia. Secondo Catania, naturalmente, "la specificità del Tnpee è un elemento prezioso per il nostro Servizio sanitario nazionale, indispensabile per offrire risposte vicine ai cittadini, mettendo al centro la persona e la qualità della cura, fin dall'infanzia". Tant'è che ha battuto l'accento sulla specificità di questo profilo: "I Tnpee, come altre figure che afferiscono ai nostri Ordini, hanno una propria professionalità: è un valore che non possiamo disperdere".


LA FIGURA DEL TNPEE, UNA PECULIARITÀ TUTTA ITALIANA NEL PANORAMA UE
"Questa unicità è una risorsa preziosa, non un limite, ma abbiamo la responsabilità di valorizzarla ed 'esploderla' senza lasciarla isolata - ha concluso Roberta Famulari, Consigliera del Comitato Centrale della Fno - Il Tnpee è parte integrante del modello italiano di Neuropsichiatria infantile territoriale: un modello organizzativo-assistenziale con radici storiche profonde e avanguardistiche — penso a riforme come le leggi 180/78 o 517/77 — che all'estero vengono studiate e che uniscono l'aspetto medico-clinico a quello terapeutico-riabilitativo".

 

 

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