Manovra, Schillaci a Giorgetti: "Sicuro che ci sarà attenzione al Ssn"
Al Festival delle Regioni suonano le due campane dentro il governo. Il titolare del Mef: "Una risposta alle cose più urgenti". Intanto la legge di Bilancio approda domani in Consiglio dei ministri
La manovra, con i relativi margini di spesa sulla sanità, è il convitato di pietra di queste ore. A maggior ragione in un consesso quale il Festival delle Regioni che proprio oggi ha ospitato due pesi massimi come i ministri dell’Economia e della Sanità. Da una parte Giancarlo Giorgetti, che ha in mano i cordoni della borsa e dall’altro Orazio Schillaci. Tra loro due un Ssn che ha bisogno di finanziamenti. Continuano a ballare 2,4 miliardi, come da Dpb. Il perimetro della legge di Bilancio che è attesa domani in Consiglio dei ministri, però, non è ancora definito. Tant’è che lo stesso titolare del Mef non si è sbilanciato, accennando soltanto all’eventualità di un quadro che possa offrire maggiori margini nelle prossime settimane. “Quello che è possibile, non l’impossibile”, ha scandito Giorgetti davanti alla platea dei governatori riuniti a Firenze. “Le richieste sono tantissimi e le proposte molto al di sopra delle disponibilità del bilancio”, un bilancio condizionato dalla situazione geopolitica, ha aggiunto. E poi ancora: “Per come si sta delineando il quadro, daremo una risposta alle cose più urgenti”.
Dal canto suo, il ministro Schillaci, che pure nei mesi scorsi aveva parlato di una richiesta di oltre 5 miliardi per la sanità, salvo dover per forza di cose ridimensionare i suoi desiderata, oggi si è detto “certo che anche quest'anno come avvenuto in passato non mancherà l'attenzione per il Servizio sanitario nazionale, per la sanità”. Del resto, ancora aleggiano le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ieri ha definito il Ssn “un campo di assoluta priorità”, richiamando la definizione adottata dal presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga: “uno dei grandi patrimoni della Repubblica” oltre che “uno dei sistemi universalistici di maggior valore”.
Proprio da Schillaci è arrivato il ringraziamento al capo dello Stato per aver ribadito la centralità del Servizio sanitario nazionale, “forse l’infrastruttura migliore che abbiamo nel nostro paese – ha scandito il ministro - Di questo sono fortemente convinto, sono da sempre il primo difensore del Servizio sanitario nazionale” oltre che dei principi a cui è ispirato e dai quali, secondo Schillaci, “non possiamo arretrare”. “È un modello invidiato in tutto il mondo, anche da governi che non sono allineati con il governo del quale io faccio parte”, ha poi sottolineato. Non senza una stoccata finale: “Mi dispiace quando in Italia si parla male del nostro Ssn, è immeritato soprattutto per operatori, medici, infermieri e personale socio sanitario che ogni giorno si sacrificano, salvano vite umane, lavorano duramente”.
Per il ministro, tirando le somme, occorre “lavorare insieme, dobbiamo difendere il nostro servizio sanitario nazionale. Fedriga ieri ha parlato di una pax e sono assolutamente d'accordo con lui: dobbiamo tutti remare nella stessa direzione".
Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram