27 Ottobre 2026

Non c'è carovita che tenga. Per gli italiani sanità prima emergenza

Per un cittadino su due gli investimenti in manovra andrebbero destinati al Ssn, il 79% ne teme la privatizzazione. Lo rivelano i dati di un sondaggio Nursind-Swg. Dall'indagine emerge la forte preoccupazione per la carenza di infermieri che spaventa più di 8 intervistati su 10

Di NS
Non c'è carovita che tenga. Per gli italiani sanità prima emergenza

Negli ultimi tre anni cresce la paura degli italiani per la carenza di infermieri, con un balzo in avanti dal 52% al 56%. Non solo, ma rimane alto anche il timore della privatizzazione del nostro Servizio sanitario nazionale, che infatti spaventa il 79% dei cittadini.
Sono alcuni dati dell’indagine “L’opinione pubblica e la sanità” commissionata dal Nursind a Swg proprio per sondare come la pensano i cittadini su: servizi sanitari e personale, carenze e priorità del sistema.

 

LE PRIORITÀ  IN MANOVRA
Proprio a proposito di priorità, in vista della legge di Bilancio, gli intervistati non hanno dubbi: per il 52% del campione gli investimenti andrebbero concentrati sul Ssn, addirittura prima di fisco (40%) e carovita (35%), con le spese militari indicate solo dal 9% dei rispondenti.
“Un messaggio importante per il governo - commenta il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega - anche perché accomuna tutte le fasce d’età, con gli over 64 addirittura al 70%. Dati che, tra l’altro, sono la diretta conseguenza del basso livello di compiacimento sui servizi offerti, dal momento che solo 2 rispondenti su 5 si dichiarano soddisfatti”.

LA CARENZA CHE SPAVENTA
Un grado di consapevolezza, quello dei cittadini, che in verità è molto alto anche riguardo le difficoltà che vivono gli infermieri: per più di 8 italiani su 10 (84%) non ci sono professionisti a sufficienza negli ospedali. Non solo, ma secondo il 79% del campione sono oberati da molto lavoro e sono sottopagati rispetto a competenze e responsabilità (72%).

INFERMIERI APPREZZATI E RESILIENTI
“Di buono c’è che la categoria, nonostante le difficoltà in cui versa, gode dell’apprezzamento dei pazienti - conclude Bottega -, un giudizio che tra l’altro è migliorato dal 2023 a oggi”. Dalla survey emerge infatti come gli intervistati ne apprezzino competenze, rispetto dei pazienti, attenzione alle loro esigenze, insieme alla disponibilità a lavorare duramente e alla capacità di offrire supporto morale. “Tutte indicazioni che devono far riflettere, sono segno di una grande resilienza da parte degli infermieri che però - conclude il segretario - non va data per scontata. La corda è al limite, parliamo di professionisti che stanno dando il massimo al Ssn e ancora aspettano la giusta valorizzazione”.

 

L'indagine Swg

 

 

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