Dal Fondo sanitario alle liste d'attesa: tutte le cifre in Aula
Durante il question time al Senato il ministro Schillaci dà i numeri: "Il Fsn è aumentato di 14 miliardi in tre anni". "Falso che solo 3 Regioni su 21 rispettano i tempi". Inoltre, una parte delle risorse non è stata spesa dalle autonomie
Numeri che non tornano. Il ministro della Salute Orazio Schillaci, durante il question time al Senato, è tornato a confutare i “18,8 miliardi di ‘tagli invisibili’. Quei tagli – ha scandito - non esistono. Non c'è stata alcuna riduzione delle risorse per la sanità”. E così, “il Fondo sanitario è cresciuto di 14 miliardi dal 2023 al 2026. La manovra 2026 ha aggiunto altre risorse: questi sono aumenti reali, non nominali”, ha scandito. “I tagli veri e visibili sono stati fatti da chi era al governo nel 2013 e poi nel 2015 con una diminuzione reale del Fondo sanitario nazionale rispetto all’anno precedente”.
IL PERSONALE
Quindi è passato al capitolo personale: “La legge di Bilancio 2026 ha messo 450 milioni l'anno per le assunzioni e 350 milioni per le indennità. Nel Fondo ci sono 3 miliardi vincolati per la medicina del territorio, per l’assistenza domiciliare, per i medici di famiglia e gli ospedali. E la Ragioneria dello Stato lo certifica: il personale a tempo indeterminato è aumentato". Sulla prevenzione, invece, il ministro ha aggiunto: "Abbiamo destinato 500 milioni nel 2026, in proporzioni mai viste prima con una percentuale ampiamente superiore alla media dei Paesi Ocse".
I 3 MILIARDI SULLE LISTE D'ATTESA
Poi è toccato alle liste d'attesa, tema caratterizzante di questa legislatura. E anche su questo fronte, Schillaci è stato netto: "Sulle liste d'attesa i fatti contano più degli slogan. Dal 2022 abbiamo stanziato oltre 3 miliardi. Il decreto 73 del 2024 ha aperto i weekend, allungato gli orari e rafforzato i controlli sulle agende". Per poi aggiungere: "L'Agenas ha una piattaforma nazionale che monitora pubblico e privato accreditato. E attenzione: la Corte dei conti certifica che parte dei fondi per le liste 2022-2024 non è stato ancora speso dalle Regioni".
"UNA LETTURA PAZIALE DEI DATI"
Il ministro poi non ha digerito i numeri. In Aula ha puntato l’indice contro i il dato contenuto nell’interrogazione a prima firma Elisa Pirro (M5s): “Si dice: solo tre Regioni su ventuno rispettano i tempi. Quel numero misura il caso più estremo. Non guarda all’insieme del monitoraggio. È una lettura che pretende il 90 per cento delle prestazioni nei tempi, in tutte le classi di priorità insieme, nello stesso mese. È una lettura parziale. Gli stessi dati citati, letti per intero, dicono altro”.
COSA DICONO I NUMERI
Invece, "sulle prime visite, su diciannove territori confrontabili, dodici migliorano. Sugli esami diagnostici, su venti territori, dodici migliorano - ha scandito - La direzione è quella giusta. Il miglioramento è la regola, non l'eccezione”. Quindi la stoccata: "Noi i dati non li nascondiamo. Li pubblichiamo. Dal 2026 Agenas diffonde un bollettino trimestrale pubblico. È uno strumento di trasparenza unico in Europa. Lo usiamo per correggere, non per nasconderci". Non il solo sassolino che Schillaci si è tolto dalla scarpa, in verità. "Anche sulle risorse infatti una parte dei fondi per le liste d'attesa non è stata spesa dalle Regioni.
Non è sempre un problema di soldi. È un problema di spesa e di organizzazione sul territorio", ha concluso.