03 Novembre 2026

"Salute a rischio con gli attacchi hacker ai supermercati"

La Società italiana di medicina ambientale mette in guardia sulle conseguenze legate all'interruzione della catena del freddo: "Può aumentare le possibilità di intossicazioni e infezioni gastrointestinali"

Di NS
Foto di Eduardo Soares
Foto di Eduardo Soares

L’ondata di attacchi informatici, che ha preso di mira i supermercati europei, e non ha risparmiato l’Italia, ha generato allerta su più fronti, incluso quello della sicurezza alimentare. Quali sono infatti i rischi per la salute? Una domanda alla quale risponde la Sima, Società italiana di medicina ambientale, mettendo in guardi appunto su intossicazioni e infezioni gastrointestinali.  
“L'interruzione della cosiddetta catena del freddo, ossia il mantenimento costante delle temperature previste durante trasporto, stoccaggio, distribuzione e conservazione degli alimenti può favorire la proliferazione di microrganismi patogeni e aumentare il rischio di infezioni e tossinfezioni alimentari”, ha spiegato Sima, sottolineando dopo gli attacchi hacker subiti da alcuni supermercati italiani come "l'esposizione degli alimenti a temperature superiori a quelle raccomandate possa compromettere la sicurezza dei prodotti, soprattutto nel caso di carne, pesce, latte e derivati, salumi, piatti pronti e alimenti surgelati”.

AGENTI PATOGENI E SINTOMI

“Quando un prodotto refrigerato o surgelato viene esposto a temperature non adeguate, i microrganismi eventualmente presenti possono riprendere a moltiplicarsi – ha sottolineato il presidente Alessandro Miani -. Tra i principali agenti patogeni associati agli alimenti figurano salmonella, listeria monocytogenes, campylobacter ed escherichia coli, responsabili di infezioni gastrointestinali che possono manifestarsi con nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e febbre. In alcuni casi, soprattutto nei soggetti più vulnerabili, le conseguenze possono essere particolarmente gravi”.

LE RACCOMANDAZIONI
Il pericolo inoltre è che un alimento che ha subito un'interruzione della catena del freddo non necessariamente presenta alterazioni riconoscibili dai consumatori. “Aspetto, colore, consistenza e odore possono rimanere apparentemente normali anche in presenza di cariche microbiche potenzialmente pericolose. Assaggiare un prodotto per verificarne la sicurezza, pertanto, non costituisce un metodo affidabile – ha proseguito Miani -. Particolare attenzione deve essere prestata anche agli alimenti scongelati e successivamente ricongelati. Quando l'alimento viene scongelato, soprattutto se lasciato a temperatura ambiente, i batteri possono riprendere a proliferare. Il successivo ricongelamento arresta nuovamente la loro moltiplicazione, ma non elimina quelli già presenti né neutralizza necessariamente le tossine eventualmente prodotte. Particolare prudenza è richiesta per bambini, anziani, donne in gravidanza e persone immunodepresse, categorie maggiormente esposte alle conseguenze delle infezioni alimentari”.

 

 

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