Manovra, "le risorse per la sanità non bastano"
E' la posizione unanime delle Regioni che chiedono maggiori finanziamenti. Di "risposte insufficienti" parla Fassid che attacca: "Testo colabrodo". Nel mirino del sindacato la card per over 75, "uno schiaffo ai servizi del Ssn"
In attesa che parta l’iter della manovra alla Camera – le audizione saranno contingentate da lunedì 9 a giovedì 12 novembre, mentre il 17 scadrà il termine per presentare gli emendamenti in commissione Bilancio - il testo continua a far discutere. Oggi ad esempio si è svolta una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome proprio sulla legge di Bilancio.
REGIONI IN PRESSING SULLE RISORSE
Una riunione dalla quale, a quanto ha appreso Nursind Sanità nel corso della giornata, era emersa una posizione unanime di critica al testo. Per le Regioni infatti nonostante il Fondo sanitario sia effettivamente aumentato nella sua dotazione, “tra inflazione, costi produttivi e costi legati al personale, le risorse non sono sufficienti”, ragion per cui è necessario “incrementarle”. Una linea ufficializzata in serata in una nota in cui le autonomie chiedono a "Governo e Parlamento di indirizzare ogni risorsa finanziaria disponibile a favore dell’incremento ulteriore del Fondo sanitario nazionale”.
La Conferenza delle Regioni, si legge ancora, “riconosce l’importanza della dotazione complessiva che nel 2027 porta il Fondo a 146,3 miliardi di euro, segnando una crescita di oltre 3 miliardi e mezzo. Un aumento che, tuttavia, non riesce a bilanciare la spesa sanitaria effettiva che cresce a un ritmo esponenziale a causa di inflazione, dei maggiori costi legati ai rinnovi contrattuali e della crescita di quelli energetici”.
L’SOS DEL PRESIDENTE FEDRIGA: “A RISCHIO LA COPERTURA DEI LEA”
“Nessuno intende disconoscere la realtà: i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di governo Meloni. Il problema, semmai, è che la spesa corre più del finanziamento e con questa manovra di bilancio rischiamo di non riuscire più a garantire la copertura dei Lea”, ha spiegato il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga. “Le Regioni già sono in difficoltà per i servizi che stanno assicurando con risorse proprie nel 2026 e, per il futuro, con l’effetto dell’inflazione e con l’impennata dei costi, abbiamo di fronte uno scenario a debito. Per questo chiediamo un correttivo durante l’iter parlamentare della legge di bilancio: occorre che sia veicolato su questo capitolo ogni eventuale risorsa si renda disponibile. La salute è un diritto inviolabile e il servizio pubblico merita di essere sostenuto in modo incondizionato”. “Non è una partita tra Stato e Regioni, anzi - ha infine chiarito -. Siamo tutti impegnati a garantire servizi sanitari ai cittadini, sostegno ai più fragili, qualità delle cure, prevenzione e assistenza territoriale”.
CARD PER OVER 75 NEL MIRINO DI FASSID: "UNO SCHIAFFO AL SSN"
Intanto, si è iscritto alla lista del malcontento, dopo i medici e gli infermieri, pure il sindacato Fassid che rappresenta la dirigenza medica e sanitaria del Servizio sanitario nazionale, dai patologi ai farmacisti, dai radiologi agli psicologi.
Nel mirino della Fassid, in particolare, la card anziani considerata un vero e proprio “schiaffo al Ssn”: “Al danno di un testo gravemente carente – ha evidenziato il coordinatore nazionale Giulio Argalia - si aggiunge la beffa della card da 300 euro per gli over 75 con pensioni fino a 28mila euro, pensata per alleggerire la spesa sanitaria cosiddetta ‘out of pocket’ a carico delle famiglie. Si tratta di 1,6 miliardi di euro, una provvista rilevante, che andrà tutta a foraggiare servizi e strutture private, in barba a un Ssn che continua ad arrancare, senza un vero piano di reclutamento del personale e con retribuzioni lontanissime dagli standard dei Paesi avanzati”. “Noi – ha rimarcato ancora Argalia - siamo un sindacato di servizi e per noi questa misura, su cui peraltro il ministero della Salute non tocca palla, è un vero schiaffo. Sarebbe stato meglio indirizzare le risorse a dare respiro alla sanità pubblica, invece di bruciarle nel falò di una misura elettoralistica che, non a caso, vale per un solo anno e non offre alcuna risposta strutturale al disagio degli operatori sanitari e dei cittadini”.
"UNA MANOVRA CHE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI"
Per Fassid in generale, “la manovra fa acqua da tutte le parti per il nostro Servizio sanitario nazionale, un colabrodo sul piano finanziario che non consentirà alle Regioni di mantenere i livelli delle prestazioni e si riverbererà sul diritto alla salute dei cittadini”, mentre “non possono essere sufficienti le risposte del governo su buoni pasto ed erogazione del Tfr-Tfs, imposte peraltro dai giudici ordinari e amministrativi nel primo caso e dalla Consulta nel secondo".
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