Ebola, il Ministero attiva il monitoraggio su due soggetti
Sono cooperanti rientrati dall'Uganda. Qui il bilancio porta a sette i casi, mentre in Congo sono più di 900. Lungotevere Ripa rassicura: "Prosegue l'attività di controllo, ma il rischio in Italia resta molto basso"
Se nella Repubblica democratica del Congo sono stati identificati a ieri oltre 900 casi sospetti, di cui 101 confermati, come comunicato su X nelle scorse ore dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, salgono a sette le persone colpite in Uganda. Questo il bollettino al momento. Nel frattempo, in Italia, sono in corso accertamenti su due cooperanti rientrati proprio dall’Uganda con sintomi febbrili e trasferiti al Sacco di Milano, con il ministero della Salute che ha attivato il monitoraggio sanitario su alcuni soggetti proveninenti proprio dal paese africano. “Sono attualmente in corso approfondimenti sanitari relativi ad alcuni soggetti rientrati nelle scorse ore dall’Uganda e sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica presso strutture ospedaliere ad alta specializzazione”, fa sapere il Ministero in una nota in cui informa anche sulle due persone trasferite al Sacco. “In particolare, due persone con sintomatologia febbrile sono state trasferite presso il 'Sacco' di Milano, struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio, dove saranno eseguiti gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali. Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia, che si è subito attivata".
Lungotevere Ripa fa inoltre sapere che "monitora costantemente l’evolversi della situazione relativa al virus Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l’Istituto superiore di sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti". Proprio nella giornata di ieri il dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell’HSC–Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei ministeri degli Affari Esteri, della Difesa e dell’Interno, dell’unità di crisi, dell’Iss, del Consiglio superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell’Istituto Spallanzani, dell’Ospedale Sacco di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia.
"Il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate", sottolinea infine il Ministero spiegando che "continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico e degli esiti diagnostici in corso" e che "il rischio in Italia resta molto basso".
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