Oms Europa: "Il caldo? E' solo una prova generale"
Il direttore Kluge parla di "cinque morti in Italia in 24 ore", ma il ministero della Salute smentisce. Il 6 luglio vertice Ue d'emergenza. Intanto, una mappatura europea mette il Bel Paese in cima alla lista nera del rischio
L’estate più calda è quella che deve ancora venire. Il motto che è ormai diventato un tormentone in epoca di crisi climatica sembra ispirare le parole odierne dell’Oms Europa. E così il direttore Hans Henri P. Kluge avverte: “L’Europa si sta riscaldando a una velocità più che doppia rispetto alla media globale. Le ondate di calore non sono più eventi anomali isolati. Sono crisi ricorrenti e stanno diventando più frequenti, più intense e più durature. Ogni estate in cui non ci prepariamo ad affrontarle è un'estate che paghiamo in vite umane”.
Secondo Kluge l’afa di queste settimane è solo “una prova generale”. Poi aggiunge: “In tutta Europa, in questo momento, le persone faticano a dormire. I pronto soccorso si stanno riempiendo. I servizi di ambulanza stanno battendo ogni record. In Francia, le chiamate di emergenza medica sono aumentate fino al 50% in alcune città. A Londra, la scorsa settimana si è registrato il numero più alto di chiamate di emergenza per pericolo di vita mai registrato in un solo giorno dal servizio di ambulanza. Il sistema di monitoraggio della mortalità spagnolo ha già stimato oltre 300 decessi in eccesso legati al caldo in pochi giorni. L'Italia ha riportato cinque decessi in 24 ore".
Proprio su questo dato italiano, però, si apre un giallo, con la smentita che arriva dal ministero della Salute. Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento della Prevenzione del dicastero, smentisce all’Ansa: “A noi attualmente non risultano questi decessi. Come già ho più volte detto, i nostri dati sono 'just in time', partono da dati reali che ci vengono comunicati dai Comuni e ad oggi non abbiamo ancora nessun picco da evidenziare". La sostanza comunque non muta granché e Kluge annuncia per il 6 luglio un incontro con i “punti di contatto nazionali responsabili per le emergenze, l'ambiente e i cambiamenti climatici di tutti gli Stati membri dell'Oms nella Regione europea per un aggiornamento di emergenza".
Il nodo è trarre le giuste lezioni da fenomeni estremi che ormai rientrano nell’assoluta normalità. Il direttore rassicura: “La prevenzione funziona. Lo sappiamo perché possiamo misurarlo”. Secondo i numeri, i morti legati alla canicola in Europa nel 2023 "sarebbero stati circa l'80% superiori senza le misure di adattamento già in atto. Nelle persone over 80 il numero di decessi avrebbe potuto essere doppio", spiega Kluge. Allarmi precoci, spazi climatizzati, assistenza alle persone vulnerabili, piani d’azione per la salute in caso di ondate di calore, tutte iniziative che, riflette il direttore Oms Europa, non sono “esercizi burocratici. Queste misure stanno salvando vite umane proprio ora e ne servono di più, in tutta la Regione europea".
Non per niente molte nazioni e città “stanno mostrando cosa significa essere preparati. Barcellona ha ampliato la sua rete di rifugi climatici a oltre 500 spazi quest'estate: biblioteche, centri civici, parchi, farmacie. Parigi ha attivato il suo registro di assistenza sociale per i residenti anziani e vulnerabili e ha limitato la vendita di alcolici nei luoghi pubblici per ridurre la pressione sui servizi di emergenza. L'Italia ha introdotto restrizioni al lavoro all'aperto durante le ore più calde della giornata in alcune regioni, con accordi di cassa integrazione per garantire che i lavoratori non perdano il reddito. Questi sono solo alcuni esempi di interventi pratici e replicabili", evidenzia Kluge. Secondo cui, infine, “questa situazione deve cambiare e le nuove linee guida aggiornate dell'Oms Europa forniscono a ogni Paese, regione e città gli strumenti per agire subito. Le soluzioni esistono: è il momento di agire”.
Va ricordato che in Italia il ministero della Salute ha attivato già dal 25 maggio scorso il Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo, con azioni specifiche di allerta, monitoraggio, sorveglianza e comunicazione alla cittadinanza. Da lunedì 22 giugno è attivo invece il 1500, numero di pubblica utilità di Lungotevere Ripa e dell’Inail che offre ascolto e informazioni ai cittadini, soprattutto alle persone più fragili e a rischio, allo scopo di mitigare gli effetti delle ondate di calore sulla salute. Il numero è operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, esclusi i giorni festivi. Secondo l’Oms sono state 1.300 le morti europee legate al caldo in una settimana, di cui circa mille solo in Francia. Ma stando a una mappa pubblicata dall’Agenzia europea dell’ambiente (Eea) l’Italia ha il primato assoluto sul periodo 2000-2020, con in media oltre 3mila decessi all’anno, peggio di Germania e Spagna. Lo studio certifica che nel 94% delle zone analizzate la mortalità legata all’afa è in crescita, a riprova di un pericolo ormai strutturale e non più legato a rari fenomeni eccezionali.
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