Professioni sanitarie, arriva il primo via libera dalla Camera
Dopo le polemiche sulla riabilitazione dei no vax, il testo passa a Montecitorio e va al Senato. I punti chiave: valorizzazione delle competenze, riforma degli ordini ed estensione dello scudo penale
L'Aula della Camera ha dato il via libera al ddl delega in materia di professioni sanitarie con 143 sì, 113 no e 3 astenuti. Dopo le polemiche di ieri sull’articolo 8 che riabilita i no vax, ora il provvedimento passa all’esame del Senato.
SI PUNTA SULLA SICUREZZA DEI PROFESSIONISTI
Il testo rivede in primis la disciplina delle professioni e del personale sanitario. Si regolano tra l’altro le forme di lavoro flessibile, nell’ambito del Ssn, per i medici in formazione specialistica, la permanenza presso strutture in aree disagiate, la sicurezza dei professionisti, l’accesso ai dati dei pazienti, la definizione di alcuni criteri premiali, le condizioni per l’esercizio della professione da parte di chi ha conseguito la qualifica all’estero e il riordino delle specializzazioni della professione di psicologo.
SPAZIO ALLA VALORIZZAZIONE DELLE COMPETENZE
La legge punta poi alla valorizzazione delle competenze del personale sanitario, con particolare riferimento alla formazione continua, all’approccio One Health, alla promozione della razionalizzazione e dell'aggiornamento della disciplina delle figure ausiliarie, all'introduzione di un sistema nazionale di certificazione delle competenze, all'intelligenza artificiale nel settore sanitario e alla formazione in materia di digitalizzazione.
RIVISTA LA DISCIPLINA DEGLI ORDINI
Si affronta anche il nodo del linguaggio standardizzato infermieristico, mirato all'integrazione delle informazioni nel Fascicolo sanitario elettronico, alla collaborazione interdisciplinare nel settore sanitario ai fini del riconoscimento e della promozione dell'esercizio fisico strutturato quale strumento per il benessere fisico e mentale della persona. Poi viene trattata la formazione sanitaria specialistica e viene rivista la disciplina degli ordini delle professioni sanitarie e delle federazioni nazionali.
IL NODO DELLO SCUDO PENALE
L’articolo 7 disciplina il nodo chiave del cosiddetto “scudo penale”. In pratica, il testo modifica il regime speciale della responsabilità penale relativa agli eventi di omicidio colposo e di lesioni personali colpose verificatisi nell'esercizio di una professione sanitaria. Oggi la punibilità è esclusa qualora l'evento si sia verificato a causa di imperizia e il professionista abbia rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida o, in mancanza di esse, le buone pratiche clinico-assistenziali. Con la legge delega si estende l'esclusione della punibilità ad altre possibili forme del fatto colposo, quali la negligenza e l'imprudenza, e specifica che l'esclusione della punibilità è limitata ai casi diversi dalla colpa grave. L’articolo 8, già citato, riguarda la possibile riabilitazione, in alcune condizioni, dei sanitari no vax, mentre l’articolo 9 modifica il regime di responsabilità professionale, con particolare riferimento a quella civile.
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